Relazione situazione LGBT Africa ed Uganda

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Relazione situazione LGBT Africa ed Uganda

Oggi qui parliamo dell’Uganda e dell’Africa in generale, tema delicato per quanto riguarda i diritti delle persone LGBT, dopo l’approvazione delle leggi anti-gay, che criminalizzano l’omosessualità che si stanno diffondendo molto rapidamente in tutta l’Africa. Prima sono stati approvate in Nigeria in seguito in Uganda,ma con leggi molto più restrittive e ora si stanno espandendo in Eritrea , Zimbabwe etc
Anche nel Sud Africa le cose non vanno meglio,anche se le leggi sono più permissive per le minoranze sessuali,purtroppo non vengono applicate e c’è ancora molta discriminazione.
Purtroppo l’Africa resta uno fra i paesi con più discriminazione per quanto riguarda le persone LGBT.
Dopo 27 anni di governo il presidente Museveni sopprime sempre di più la libertà di riunione,di espressione e di associazione, mentre cresce la minaccia per la società civile.


Il governo detiene il potere sull’informazione ,due case giornalistiche chiuse dal 2013, gli attivisti che forniscono informazioni sulla spesa pubblica e la corruzione del governo gli viene impedito di mostrare la reale situazione perché potrebbero incorrere in accuse penali ,come: incitamento alla violenza . Mentre i politici dell’opposizione impediscono qualsiasi manifestazione pubblica.
Attualmente la situazione politica in Uganda è molto tesa ,si delinea un paese inquinato dalla corruzione dove mancano le attrezzature in molti ospedali per le cure ai malati ,le persone muoiono,il governo spende miliardi per le campagne elettorali, promettono cambiamenti ma in realtà sono ladri che svuotano le tasche delle persone per il loro tornaconto.
I vari partiti che si sono proposti per avviare il paese a una nuova vita ,pare non siano molto gettonati.
M7 ha il coraggio di stare davanti agli elettori insinuando che hanno commesso un suicidio a votare Lukwago; Kasibante; Luyamuzi. Persone corrotte solo per un interesse politico,le famiglie hanno un pasto al giorno,micro finanze che devono gestire coi loro piccoli risparmi. Loro accettano 4 milioni per la presidenza e i nostri fratelli non hanno il lavoro.
Uganda merit leader credibili e responsabili, non persone che un giorno erano coperti di stracci e oggi di abiti nuovi, rapinatori dei fondi pubblici che continuano a mantenere la loro posizione.
L descrizione fatta da Kayihura è spaventosa.
A questo si aggiungono di certo i conflitti con l’estero creati dall’approvazione delle nuove leggi anti-gay ,che forse in un clima di così grande tensione non nascono a caso!
La corruzione in Uganda resta arginata più o meno nella pubblica amministrazione,il nipotismo,l abuso di posizioni e le risorse ufficiali sono diffuse non ostante il Presidente continua a promettere che verranno sradicate . Grandi scandali di corruzione sono emersi negli ultimi anni . Gli scandali hanno scosso i servizi sanitari più che altro per quanto concerne l’uso improprio dei fondi per la fornitura dei vaccini e dei farmaci destinati in gran parte alla lotta contro HIV ,la malaria e la tubercolosi.
Per arrivare immancabilmente alla violazione dei diritti delle persone LGBT ,l’approvazione della legge Anti-Homosexuality Bill ,che prevedeva la pena di morte per alcune attività sessuali consensuali fra le persone dello stesso ,che è stata in seguito rivista prima dell’approvazione ,la legge criminalizza anche la trasmissione intenzionale o il tentativo di trasmissione del’ AIDS/HIV .
I donatori continuano a fare pressione sul governo in maniera bilaterale per chiedere di rispettare i diritti di lesbiche,gay ,bisessuali,transgender e intersessuali (LGBTI),cercando di migliorare in questo modo la loro comunicazione in risposta alle minacce ricevute dai membri della comunità omosessuale.
I dati sono di Human Rights Watch.
La situazione per Uganda è sempre stata difficile anche negli anni passati, nel luglio dello scorso anno l’attivista gay Pasikall Kashusbe fu ucciso ,evirato decapitato e la testa, priva degli occhi gettata in una latrina. Il vescovo Henry Kayaizzi Nsubuga, dopo un discorso pubblico a favore dell’integrazione delle persone omosessuali è scomparso. A gennaio 2011 ,un altro attivista ,David Kato è stato massacrato a martellate.
Questi solo alcuni casi della violenza ordinaria che si consuma nel paese.
Purtroppo molto frequenti sono le notizie di gay,lesbiche e trans attaccati nel paese dalla polizia e dalla popolazione.
Bisogna tenere presente che l’omosessualità in Africa è stato a lungo un argomento tabù. Questi dati sono di una ricerca effettuata da Ilga Africa nell’anno 2000 ma diciamo che le cose non sono molto cambiate. I paesi più restrittiva in materia di diritti LGBT restano Uganda,Nigeria,Zambia e Kenya a cui si aggiungono Eritrea e Tanzania.
Facciamo un giro veloce per capire le restrizioni legislative.

– Botswana – L’omosessualità è illegale ed è punibile con il carcere fino a 6 anni.
anche le lesbiche vengono perseguitate.

– Camerun – In Camerun la sessualità maschile e femminile dello stesso sesso è illegale. a pena è dai 6 mesi ai 5 anni di reclusione e una multa per le persone coinvolte ,sotto i 21 anni la pena è raddoppiata.

– Uganda – L’omosessualità è illegale e la criminalità è radicata in Uganda ,il codice penale stabilisce che chiunque venga a conoscenza di persone che hanno rapporti contro natura e non vengono denunciati alle autorità è colpevole di reato, ed è possibile il carcere a vita ,la legge afferma che ogni persona che permette ad una persona di sesso maschile una conoscenza carnale di un lui o una lei è complice di reato e rischia fino a 7 anni.

L’omosessualità è un tabù nelle società africane e gli omosessuali vengono scomunicati e rinnegati anche dai loro clan, ed molto difficile per i gay dichiarati trovare casa .

Le informazioni sul lesbismo sono scarse , anche se dalle informazioni pervenute nessuno è mai stato arrestato .

Molti presunti omosessuali sono stati arrestati o vengono emotivamente torturati, le loro attività sono state costrette a cessare per la mancanza di clienti, e loro sono diventati senza tetto perché sono stati sfrattati o non riescono trovare una casa in cui vivere .

In Uganda la nuova legge anti-gay è stata firmata dall’attuale presidente Museveni e dovrebbe essere un modo per proteggere gli Ugandesi dalle persone omosessuali,considerate “meno umane”, il presidente ha in questo modo l’opportunità di contiate ad alimentare la proprio ideologia di odio.
La polizia ha anche chiuso una clinica volta a prevenire il virus dell’HIV ,con il pretesto di poter così prevenire “assunzioni e la formazione di giovani omosessuali”.
I leader religiosi in Africa sono ancora molto rispettati a volte visti come veri rappresentanti di Dio sulla terra. Per tanto le loro opinioni anti-gay, detenute per motivi personali , sono un grosso potere per diffondere l’intolleranza verso le persone LGBT.

– Zimbabwe – (Galz) Mugabe è uno fra gli uomini più omofobi e più virulenti dell’Africa.
Numerose le interviste condotte con la stampa locale di fronte a persone lesbiche gay ed un alto numero di loro parlano apertamente in pubblico della loro sessualità . Nel corso del 1998 si è compreso che a Galz era inutile cercare di cambiare le menti delle attuali leadership sulle questioni LGBT Nel 1999, Galz ha fatto uno sforzo particolare per costruire ponti solidi con lo Zimbabwe che ha chiesto la tutela per le persone lesbiche e gay sia sul posto di lavoro che nella società.
Oggi lo Zimbabwe vuole approvare leggi più restrittive per i diritti LGBT e penalizzare le minoranze sessuali come molti altri paesi dell’Africa.
– Gambia – L’omosessualità è illegale. Il codice penale venne modificato nel 2005 chi è omosessuale rischia una pena fino a 7 anni di carcere. La sezione 147 afferma che una persona di sesso maschile che sia in pubblico o in privato, commette un grave atto di indecenza con un altra persona dello stesso sesso o tenta di irretire un altra persona a tale atto ,questo comportamento è punibile con la reclusione.
Questo vale anche per una persona di sesso femminile.
Nel 2008 il Presidente del Nambia, Yahya jammeh ha dichiarato che leggi più severe e rigorose di quelle dell’Iran sarebbero state introdotte contro gli omosessuali , come la decapitazione qualora essi fossero stati catturati.
Il 15 maggio 2008 Jammeh ha dato 24 ore agli omosessuali perché lasciassero il paese e ha intimato i cittadini perché gettassero fuori a calci le persone LGBT,definite come “l’erbaccia cattiva” nel proprio paese. Essendo la Gambia un paese mussulmano non può accettare certi individui.

– Eritrea – L’omosessualità è illegale ed è punita fino a 3 anni di reclusione, le persone LGBT sono regolarmente perseguitate dal governo e devono inoltre affrontare la stigmatizzazione tra la popolazione .
Per entrambi i sessi l’attività sessuale con persone dello stesso sesso è illegale ed è vietata dal codice penale.
Il governo detiene regolarmente le persone per attività sessuali consensuali ed è periodicamente impegnato in retate di lesbiche e gay nel paese di persone note o sospettate.
L’abuso ,la tortura,il pestaggio dei detenuti è un luogo comune, molti hanno riferito di queste pratiche illegali sui detenuti.
I gay e le lesbiche che servono l’esercito in eritrea sono vittime di gravi abusi, anche se tali rapporti non sono confermati, si parla di abusi fisici, verbali, minacce dai superiori e commilitoni.
Discriminazione sociale anche nei confronti delle persone malate di HIV/AIDS,il gruppo Ilga ha condannato la criminalizzazione delle attività sessuali , sostenendo che compromette gli obiettivi per la salute pubblica ,essendo difficile fare prevenzione per quanto riguarda il sesso fra uomini.

Il governo dell’Eritrea con molti altri paesi Africani ha ripetutamente accusato i paesi occidentali di promuovere l’omosessualità al fine di destabilizzare il loro regime.

Questi solo alcuni dei paesi in cui l’omosessualità è discriminata in Africa, negli ultimi mesi si stanno applicando leggi sempre più restrittive, dopo che Nigeria e Uganda hanno spianato la strada ad una nuova ondata d’odio, nei confronti delle persone LGBT.

Per 300 anni gli europei e gli americani hanno colonizzato gran parte dell’Africa e ridotti in schiavitù milioni dei suoi abitanti.
La retorica Coloniale era quella che i colonizzatori avrebbero portato la civiltà agli africani. Con lo smantellamento del colonialismo ora gli africani potrebbero godere i frutti della democrazia .
Ironia della sorte ,sia gli oppositori che i sostenitori dell’uguaglianza LGBT stanno ripetendo la storia coloniale.
Una serie di relazioni del Rev. Kapya Kaoma ,un prete episcopale dello Zambia , le idee africane riguardo l’omosessualità sono spesso quelle diffuse dagli americani evangelici, determinati a colonizzare l’Africa spiritualmente piuttosto che politicamente. Lou Engle, Scott Lively, Human Life International, questi sono nomi poco famigliari negli Stati Uniti , ed è proprio questo il punto, non trovando molta popolarità in Europa o nei loro paesi , questi gruppi di evangelici hanno trovato nuova vita in Africa.
Questi occidentali portano mazzette di denaro contante e molta influenza e sono lieti di incontrare i leader africani con fare opportunista. Nello stesso tempo la nazione è anche presa d’assalto dagli attivisti per i diritti dei gay e diventa come un Western .
Introduco un ‘ interessante ricerca sull’omofobia religiosa.
Interessante ricerca fatta da Moli sull’omofobia religiosa in Burundi.
Il Burundi nell’aprile 2009 ha proclamato per la prima volta nella sua storia il rapporto sessuale fra due persone dello stesso sesso un crimine punibile con due anni di carcere ed una ammenda di cinquanta a centomila franchi.

Dopo questo atto le religioni si sono proposte come grandi difensori a questa disposizione e hanno utilizzato la loro influenza (dentro un paese dove 98% delle persone è credente)per alimentare l’odio verso gli omosessuali che è stato dichiarato da tutte le religioni in Burundi.
Sono stati definiti omosessuali e omosessualità con termini ignobili come :”i responsabili delle sventure della nazione”,”atti spregevoli”,”malati spirituali”e “atti contro natura”.

Le religioni hanno contribuito ad alimentare un clima omofonico in un paese dove gli omosessuali facevano già fatica a vivere pacificamente coi loro vicini di casa e all’ interno delle loro famiglie.

I dibattiti tra i politici e le organizzazioni dei diritti umani per la lotta contro HIV/AIDS e contro l’
omosessualità hanno cominciato ad alimentare i sermoni e gli appelli religiosi che sono stati ascoltati qua e là nei luoghi di culto, alla radio ed alla televisione .
La signora Denis Nkurunziza, First Lady della Repubblica e membro della Communauté des Eglise du Rocher,non ha cessato di dare dichiarazioni contro l’omosessualità e l’aborto ogni volta che le si presenta l’occasione.

L’ipocrisia dei capi religiosi più importanti della società, non solo in Burundi ma anche in Africa e nel mondo, creano un nuovo genere di cultura omofona fra i credenti fra le più grandi religioni.

Monsignore Elia afferma che “l’omosessualità è una malattia spirituale” per giustificare l’incapacità della scienza che si occupata” senza efficacia” dell’omosessualità.
Anche se in realtà, vescovi,pastori,imam non sono in possesso di una chiara spiegazione del perché si debba trattare e curare l’omosessualità sulla base di ciò che dichiara la Bibbia,lasciando così i fedeli in confusione.

Per Monsignore Justin Nzoyisaba del’ Eglise Mèthodiste Unie :” L’omosessualità è una malattia””un virus che gli occidentali hanno introdotto in Africa . Mr Just dice :” gli africani sono come gli europei, hanno un ritmo di sviluppo negativo ,non si preoccupano molto dei valori morali, biblici e africani”.

Questo delinea un decorso desolante sull’omosessualità in Burundi .
La situazione degli omosessuali è già difficile nelle famiglie questo aumenta la vulnerabilità degli omosessuali più esposti agli attacchi di violenza.
Le responsabilità religiose e le autorità nazionali non si rendono conto della gravità dei loro propositi verso l’omosessualità.
Queste attitudini coltivano dei pregiudizi e alimentano le discriminazioni dentro la popolazione
La mancanza di informazioni sufficienti sulla sessualità è un problema che deve attirare l’attenzione del popolo africano, ma attualmente non è di alcuno interesse per la società.

Ma torniamo all’Uganda : più che una scelta voluta, quella di Museveni era una strategia mirata soprattutto a tranquillizzare gli USA , un modo per prendere tempo ed allontanarsi dal clamore mediatico, E infatti il 24 febbraio il presidente ugandese, nonostante le promesse fatte a gennaio firma all’improvviso la legge omofona ,legge anti-gay presentata dal deputato del suo partito David Bahati.
Bahati è membro di The Fellowship la potente chiesa cristiana statunitense convinta che la diffusione dell’Hiv si combatta con l’astinenza,non con i profilattici. Una posizione che fa proseliti in Uganda: dalle chiacchiere da bar ai media è un coro di condanne verso una sessualità diversa, che Museveni definisce “malata”, ben sapendo che troverà un ampio consenso nel Paese
Relazione situazione LGBT Africa ed Uganda

Oggi qui parliamo dell’Uganda e dell’Africa in generale, tema delicato per quanto riguarda i diritti delle persone LGBT, dopo l’approvazione delle leggi anti-gay, che criminalizzano l’omosessualità che si stanno diffondendo molto rapidamente in tutta l’Africa. Prima sono stati approvate in Nigeria in seguito in Uganda,ma con leggi molto più restrittive e ora si stanno espandendo in Eritrea , Zimbabwe etc
Anche nel Sud Africa le cose non vanno meglio,anche se le leggi sono più permissive per le minoranze sessuali,purtroppo non vengono applicate e c’è ancora molta discriminazione.
Purtroppo l’Africa resta uno fra i paesi con più discriminazione per quanto riguarda le persone LGBT.
Dopo 27 anni di governo il presidente Museveni sopprime sempre di più la libertà di riunione,di espressione e di associazione, mentre cresce la minaccia per la società civile.
Il governo detiene il potere sull’informazione ,due case giornalistiche chiuse dal 2013, gli attivisti che forniscono informazioni sulla spesa pubblica e la corruzione del governo gli viene impedito di mostrare la reale situazione perché potrebbero incorrere in accuse penali ,come: incitamento alla violenza . Mentre i politici dell’opposizione impediscono qualsiasi manifestazione pubblica.
Attualmente la situazione politica in Uganda è molto tesa ,si delinea un paese inquinato dalla corruzione dove mancano le attrezzature in molti ospedali per le cure ai malati ,le persone muoiono,il governo spende miliardi per le campagne elettorali, promettono cambiamenti ma in realtà sono ladri che svuotano le tasche delle persone per il loro tornaconto.
I vari partiti che si sono proposti per avviare il paese a una nuova vita ,pare non siano molto gettonati.
M7 ha il coraggio di stare davanti agli elettori insinuando che hanno commesso un suicidio a votare Lukwago; Kasibante; Luyamuzi. Persone corrotte solo per un interesse politico,le famiglie hanno un pasto al giorno,micro finanze che devono gestire coi loro piccoli risparmi. Loro accettano 4 milioni per la presidenza e i nostri fratelli non hanno il lavoro.
Uganda merit leader credibili e responsabili, non persone che un giorno erano coperti di stracci e oggi di abiti nuovi, rapinatori dei fondi pubblici che continuano a mantenere la loro posizione.
L descrizione fatta da Kayihura è spaventosa.
A questo si aggiungono di certo i conflitti con l’estero creati dall’approvazione delle nuove leggi anti-gay ,che forse in un clima di così grande tensione non nascono a caso!
La corruzione in Uganda resta arginata più o meno nella pubblica amministrazione,il nipotismo,l abuso di posizioni e le risorse ufficiali sono diffuse non ostante il Presidente continua a promettere che verranno sradicate . Grandi scandali di corruzione sono emersi negli ultimi anni . Gli scandali hanno scosso i servizi sanitari più che altro per quanto concerne l’uso improprio dei fondi per la fornitura dei vaccini e dei farmaci destinati in gran parte alla lotta contro HIV ,la malaria e la tubercolosi.
Per arrivare immancabilmente alla violazione dei diritti delle persone LGBT ,l’approvazione della legge Anti-Homosexuality Bill ,che prevedeva la pena di morte per alcune attività sessuali consensuali fra le persone dello stesso ,che è stata in seguito rivista prima dell’approvazione ,la legge criminalizza anche la trasmissione intenzionale o il tentativo di trasmissione del’ AIDS/HIV .
I donatori continuano a fare pressione sul governo in maniera bilaterale per chiedere di rispettare i diritti di lesbiche,gay ,bisessuali,transgender e intersessuali (LGBTI),cercando di migliorare in questo modo la loro comunicazione in risposta alle minacce ricevute dai membri della comunità omosessuale.
I dati sono di Human Rights Watch.
La situazione per Uganda è sempre stata difficile anche negli anni passati, nel luglio dello scorso anno l’attivista gay Pasikall Kashusbe fu ucciso ,evirato decapitato e la testa, priva degli occhi gettata in una latrina. Il vescovo Henry Kayaizzi Nsubuga, dopo un discorso pubblico a favore dell’integrazione delle persone omosessuali è scomparso. A gennaio 2011 ,un altro attivista ,David Kato è stato massacrato a martellate.
Questi solo alcuni casi della violenza ordinaria che si consuma nel paese.
Purtroppo molto frequenti sono le notizie di gay,lesbiche e trans attaccati nel paese dalla polizia e dalla popolazione.
Bisogna tenere presente che l’omosessualità in Africa è stato a lungo un argomento tabù. Questi dati sono di una ricerca effettuata da Ilga Africa nell’anno 2000 ma diciamo che le cose non sono molto cambiate. I paesi più restrittiva in materia di diritti LGBT restano Uganda,Nigeria,Zambia e Kenya a cui si aggiungono Eritrea e Tanzania.
Facciamo un giro veloce per capire le restrizioni legislative.

– Botswana – L’omosessualità è illegale ed è punibile con il carcere fino a 6 anni.
anche le lesbiche vengono perseguitate.

– Camerun – In Camerun la sessualità maschile e femminile dello stesso sesso è illegale. a pena è dai 6 mesi ai 5 anni di reclusione e una multa per le persone coinvolte ,sotto i 21 anni la pena è raddoppiata.

– Uganda – L’omosessualità è illegale e la criminalità è radicata in Uganda ,il codice penale stabilisce che chiunque venga a conoscenza di persone che hanno rapporti contro natura e non vengono denunciati alle autorità è colpevole di reato, ed è possibile il carcere a vita ,la legge afferma che ogni persona che permette ad una persona di sesso maschile una conoscenza carnale di un lui o una lei è complice di reato e rischia fino a 7 anni.

L’omosessualità è un tabù nelle società africane e gli omosessuali vengono scomunicati e rinnegati anche dai loro clan, ed molto difficile per i gay dichiarati trovare casa .

Le informazioni sul lesbismo sono scarse , anche se dalle informazioni pervenute nessuno è mai stato arrestato .

Molti presunti omosessuali sono stati arrestati o vengono emotivamente torturati, le loro attività sono state costrette a cessare per la mancanza di clienti, e loro sono diventati senza tetto perché sono stati sfrattati o non riescono trovare una casa in cui vivere .

In Uganda la nuova legge anti-gay è stata firmata dall’attuale presidente Museveni e dovrebbe essere un modo per proteggere gli Ugandesi dalle persone omosessuali,considerate “meno umane”, il presidente ha in questo modo l’opportunità di contiate ad alimentare la proprio ideologia di odio.
La polizia ha anche chiuso una clinica volta a prevenire il virus dell’HIV ,con il pretesto di poter così prevenire “assunzioni e la formazione di giovani omosessuali”.
I leader religiosi in Africa sono ancora molto rispettati a volte visti come veri rappresentanti di Dio sulla terra. Per tanto le loro opinioni anti-gay, detenute per motivi personali , sono un grosso potere per diffondere l’intolleranza verso le persone LGBT.

– Zimbabwe – (Galz) Mugabe è uno fra gli uomini più omofobi e più virulenti dell’Africa.
Numerose le interviste condotte con la stampa locale di fronte a persone lesbiche gay ed un alto numero di loro parlano apertamente in pubblico della loro sessualità . Nel corso del 1998 si è compreso che a Galz era inutile cercare di cambiare le menti delle attuali leadership sulle questioni LGBT Nel 1999, Galz ha fatto uno sforzo particolare per costruire ponti solidi con lo Zimbabwe che ha chiesto la tutela per le persone lesbiche e gay sia sul posto di lavoro che nella società.
Oggi lo Zimbabwe vuole approvare leggi più restrittive per i diritti LGBT e penalizzare le minoranze sessuali come molti altri paesi dell’Africa.
– Gambia – L’omosessualità è illegale. Il codice penale venne modificato nel 2005 chi è omosessuale rischia una pena fino a 7 anni di carcere. La sezione 147 afferma che una persona di sesso maschile che sia in pubblico o in privato, commette un grave atto di indecenza con un altra persona dello stesso sesso o tenta di irretire un altra persona a tale atto ,questo comportamento è punibile con la reclusione.
Questo vale anche per una persona di sesso femminile.
Nel 2008 il Presidente del Nambia, Yahya jammeh ha dichiarato che leggi più severe e rigorose di quelle dell’Iran sarebbero state introdotte contro gli omosessuali , come la decapitazione qualora essi fossero stati catturati.
Il 15 maggio 2008 Jammeh ha dato 24 ore agli omosessuali perché lasciassero il paese e ha intimato i cittadini perché gettassero fuori a calci le persone LGBT,definite come “l’erbaccia cattiva” nel proprio paese. Essendo la Gambia un paese mussulmano non può accettare certi individui.

– Eritrea – L’omosessualità è illegale ed è punita fino a 3 anni di reclusione, le persone LGBT sono regolarmente perseguitate dal governo e devono inoltre affrontare la stigmatizzazione tra la popolazione .
Per entrambi i sessi l’attività sessuale con persone dello stesso sesso è illegale ed è vietata dal codice penale.
Il governo detiene regolarmente le persone per attività sessuali consensuali ed è periodicamente impegnato in retate di lesbiche e gay nel paese di persone note o sospettate.
L’abuso ,la tortura,il pestaggio dei detenuti è un luogo comune, molti hanno riferito di queste pratiche illegali sui detenuti.
I gay e le lesbiche che servono l’esercito in eritrea sono vittime di gravi abusi, anche se tali rapporti non sono confermati, si parla di abusi fisici, verbali, minacce dai superiori e commilitoni.
Discriminazione sociale anche nei confronti delle persone malate di HIV/AIDS,il gruppo Ilga ha condannato la criminalizzazione delle attività sessuali , sostenendo che compromette gli obiettivi per la salute pubblica ,essendo difficile fare prevenzione per quanto riguarda il sesso fra uomini.

Il governo dell’Eritrea con molti altri paesi Africani ha ripetutamente accusato i paesi occidentali di promuovere l’omosessualità al fine di destabilizzare il loro regime.

Questi solo alcuni dei paesi in cui l’omosessualità è discriminata in Africa, negli ultimi mesi si stanno applicando leggi sempre più restrittive, dopo che Nigeria e Uganda hanno spianato la strada ad una nuova ondata d’odio, nei confronti delle persone LGBT.

Per 300 anni gli europei e gli americani hanno colonizzato gran parte dell’Africa e ridotti in schiavitù milioni dei suoi abitanti.
La retorica Coloniale era quella che i colonizzatori avrebbero portato la civiltà agli africani. Con lo smantellamento del colonialismo ora gli africani potrebbero godere i frutti della democrazia .
Ironia della sorte ,sia gli oppositori che i sostenitori dell’uguaglianza LGBT stanno ripetendo la storia coloniale.
Una serie di relazioni del Rev. Kapya Kaoma ,un prete episcopale dello Zambia , le idee africane riguardo l’omosessualità sono spesso quelle diffuse dagli americani evangelici, determinati a colonizzare l’Africa spiritualmente piuttosto che politicamente. Lou Engle, Scott Lively, Human Life International, questi sono nomi poco famigliari negli Stati Uniti , ed è proprio questo il punto, non trovando molta popolarità in Europa o nei loro paesi , questi gruppi di evangelici hanno trovato nuova vita in Africa.
Questi occidentali portano mazzette di denaro contante e molta influenza e sono lieti di incontrare i leader africani con fare opportunista. Nello stesso tempo la nazione è anche presa d’assalto dagli attivisti per i diritti dei gay e diventa come un Western .
Introduco un ‘ interessante ricerca sull’omofobia religiosa.
Interessante ricerca fatta da Moli sull’omofobia religiosa in Burundi.
Il Burundi nell’aprile 2009 ha proclamato per la prima volta nella sua storia il rapporto sessuale fra due persone dello stesso sesso un crimine punibile con due anni di carcere ed una ammenda di cinquanta a centomila franchi.

Dopo questo atto le religioni si sono proposte come grandi difensori a questa disposizione e hanno utilizzato la loro influenza (dentro un paese dove 98% delle persone è credente)per alimentare l’odio verso gli omosessuali che è stato dichiarato da tutte le religioni in Burundi.
Sono stati definiti omosessuali e omosessualità con termini ignobili come :”i responsabili delle sventure della nazione”,”atti spregevoli”,”malati spirituali”e “atti contro natura”.

Le religioni hanno contribuito ad alimentare un clima omofonico in un paese dove gli omosessuali facevano già fatica a vivere pacificamente coi loro vicini di casa e all’ interno delle loro famiglie.

I dibattiti tra i politici e le organizzazioni dei diritti umani per la lotta contro HIV/AIDS e contro l’
omosessualità hanno cominciato ad alimentare i sermoni e gli appelli religiosi che sono stati ascoltati qua e là nei luoghi di culto, alla radio ed alla televisione .
La signora Denis Nkurunziza, First Lady della Repubblica e membro della Communauté des Eglise du Rocher,non ha cessato di dare dichiarazioni contro l’omosessualità e l’aborto ogni volta che le si presenta l’occasione.

L’ipocrisia dei capi religiosi più importanti della società, non solo in Burundi ma anche in Africa e nel mondo, creano un nuovo genere di cultura omofona fra i credenti fra le più grandi religioni.

Monsignore Elia afferma che “l’omosessualità è una malattia spirituale” per giustificare l’incapacità della scienza che si occupata” senza efficacia” dell’omosessualità.
Anche se in realtà, vescovi,pastori,imam non sono in possesso di una chiara spiegazione del perché si debba trattare e curare l’omosessualità sulla base di ciò che dichiara la Bibbia,lasciando così i fedeli in confusione.

Per Monsignore Justin Nzoyisaba del’ Eglise Mèthodiste Unie :” L’omosessualità è una malattia””un virus che gli occidentali hanno introdotto in Africa . Mr Just dice :” gli africani sono come gli europei, hanno un ritmo di sviluppo negativo ,non si preoccupano molto dei valori morali, biblici e africani”.

Questo delinea un decorso desolante sull’omosessualità in Burundi .
La situazione degli omosessuali è già difficile nelle famiglie questo aumenta la vulnerabilità degli omosessuali più esposti agli attacchi di violenza.
Le responsabilità religiose e le autorità nazionali non si rendono conto della gravità dei loro propositi verso l’omosessualità.
Queste attitudini coltivano dei pregiudizi e alimentano le discriminazioni dentro la popolazione
La mancanza di informazioni sufficienti sulla sessualità è un problema che deve attirare l’attenzione del popolo africano, ma attualmente non è di alcuno interesse per la società.

Ma torniamo all’Uganda : più che una scelta voluta, quella di Museveni era una strategia mirata soprattutto a tranquillizzare gli USA , un modo per prendere tempo ed allontanarsi dal clamore mediatico, E infatti il 24 febbraio il presidente ugandese, nonostante le promesse fatte a gennaio firma all’improvviso la legge omofona ,legge anti-gay presentata dal deputato del suo partito David Bahati.
Bahati è membro di The Fellowship la potente chiesa cristiana statunitense convinta che la diffusione dell’Hiv si combatta con l’astinenza,non con i profilattici. Una posizione che fa proseliti in Uganda: dalle chiacchiere da bar ai media è un coro di condanne verso una sessualità diversa, che Museveni definisce “malata”, ben sapendo che troverà un ampio consenso nel Paese .
Sette evangeliche: Su 36,5 milioni di ugandesi oltre 31 milioni sono cristiani,divisi fra cattolici e anglicani. ma molto forte è la presenza delle chiese evangeliste forgiate sul modello statunitense . La più famosa di queste è l’americana The family .Non è una setta minoritaria,anzi. al suo raduno annuale partecipa da sempre il presidente degli Usa, perché The family è importante ed influente. Con una poilitica estera : la fondazione che porta lo stesso nome spende ogni anno milioni di dollari per programmi sulla sessualità in Uganda.

davi Bahati – deputato eletto nel partito del presidente Museveni – è il più noto rappresentante della Fellowship Chirch in Uganda, è lui che nel 2009 ha proposto per primo una legge che punisse i gay.

«Il sangue di Gesù deve purificare questa terra. L’Uganda è una nazione cristiana»
Caccia al gay : a seguire a ruota David Bahati nella sua crociata è stata la rivista locale Rolling Stone – che prende il nome ma non lo spirito liberal dalla sua omologa americana – che nell’ottobre 2010 pubblica una lista di nomi di omosessuali , sotto il titolo “Impicchiamoli”. Il direttore di Rolling Stone, Giles Muhame si vanta di avere il pubblico dalla sua, e in effetti le vendite del giornale, dopo le campagne antigas ,passano da tre a trentamila copie. ” è uno schifo quello che fanno”,dice il direttore del giornale.” Vanno puniti senso la legge”.

Le vittime : Ciò di cui il giornalista ugandese non aveva tenuto conto , o di cui non gli importava, erano gli effetti nemmeno tanto collaterali della caccia all’uomo che aveva scatenato.
Poche settimane dopo la pubblicazione del primo articolo, colpito a martellate, David Kato, attivista per i diritti delle persone Lgbt . Kato era stato il primo cittadino ugandese a dichiararsi esplicitamente gay e a portare avanti ogni battaglia possibile per i diritti degli omosessuali ,raccontando la quotidianità di chi vive nascosto per non essere condannato nella vita privata, in quella sociale, sul lavoro. Proprio Kato, che aveva portato in tribunale Giles Muhame accusandolo di incitazione all’odio,diventa la prima vittima di quell’odio.

La Corte penale internazionale viene chiamata a decidere se avviare processi per violazione dei diritti umani . Minacce rimaste senza seguito. Perché Yoweri Museveni ha dalla sia il fattore “potere”, che in Africa conta moltissimo. Sono le truppe ugandesi quelle che garantiscono il grosso delle missioni dell’Unione africana e delle stesse Nazioni Unite; è da Kampala che sono partiti i primi aiuti militari per il Sud Sudan; da dicembre 2013 piombato in una guerra civile; è l’Uganda che fa e disfà gli equilibri nell’Africa centrale, finanziando diversi gruppi della regione.

Chi esprime un orientamento sessuale “diverso”è una persona malata,ammonisce il presidente. Di questa condizione non può quindi farne un vanto nè esibirla. Per la legge ugandese è reato manifestare a sostegno dei gay o rivendicare diritti. L’assassino di David Kato , anche se condannato a 30 anni di prigione, è ancora in libertà.

Altre leggi particolarmente restrittive arrivano per la Nigeria che il 7 gennaio 2014 , nonostante le tantissime pressioni dall’estero ha firmato il disegno di legge sul matrimonio anti-gay (il divieto sul matrimonio omosessuale ACT) in molti hanno salutato lo sviluppo ed ancora oggi tanti hanno ancora riserve sulla nuova legge. L’ACT vieta i matrimoni fra persone dello stesso sesso che la legge punisce con 14 anni di reclusione, questo vale per i membri delle organizzazioni per i diritti umani, i gay potrebbero essere puniti fino a 10 anni di reclusione.

Il portavoce del presidente nigeriano Reuben Abati, commentando la nuova legge ha dichiarato che il divieta del matrimonio fra persone dello stesso sesso” Prohibition Act” era in linea con le credenze culturali e religiose delle persone nigeriane. Noi siamo d’accordo con lui.

Culturalmente parlando la Nigeria e l’Africa in effetti sono luoghi con alti valori famigliari. La questione della famiglia è una grande preoccupazione per la cultura africana, tale preoccupazione viene dal fatto che la famiglia è il nucleo della società.

Alcune delle poche riserve sul confine della legge anti-gay sono sulle conseguenze della criminalizzazione del reato dell’omosessualità. Condividiamo la paura di chi crede che questo criminalizzare le relazioni omosessuali potrebbe isticaew ad un sacco di violenza nel paese. Molti agenti poco zelanti saprebbero con chi prendersela ed altri individui vorrebbero da tempo intraprendere la ” purificazione del tempio” al di là di quanto è previsto dalla legge .

Certo,i timori sono fondati; mentre il disegno di legge era in corso e non era ancora stato firmato era già scattata moltissima violenza sulle persone presunte omosessuali.
Abbiamo sentito il caso di Firenze Ohaile che è stata accusata di essere lesbica, aveva una casa nella periferia di Abuja e dopo essere stata vittima di vandalismo è stata distrutta, i suoi effetti personali bruciati e la signora è dovuta fuggire per tener cara la vita ed evitare il linciaggio. Ora che questa situazione è diventata legge nero su bianco si può solo immaginare cosa potrebbe accadere.

I Report hanno fatto ampi e massicci arresti di presunti omosessuali in Nigeria, solo la settimana successiva alla sua approvazione. Nel solo stato di Bauchi circa 168 persone sono state ricercate dalla polizia per via del loro orientamento sessuale e circa 38 di loro sono stati arrestati sempre nella stessa settimana per una possibile azione penale. Questi sono quelli fortunati, perché quelli che rischiano di cadere nelle mani della comunità religiosa, potrebbero non vivere tanto per poterlo raccontare.

I nigeriani sostengono che le relazioni omosessuali non sono del loro paese,sono estranee alla loro cultura.

Questi alcuni dei dati più significanti di questa ricerca.

Per quanto riguarda l’Uganda alcune possibili ragioni che potrebbero aver influenzato la firma:

a) possibili movimenti del governo ugandese per firmare il disegno di legge( ricerca di legittimità. l’autorità,la sovranità,guadagni elettorali,valorizzazione religiosa,deflessione,sorveglianza ,etc)
b) le dinamiche politico-economiche che potrebbero aver influenzato il corso delle azioni del governo (ricavi attesi dal petrolio,la Cina come alternativa all’Occidente,etc)
c) il ruolo dei diversi protagonisti interni ed esterni nel plasmare il processo Bill-making.
Si deve rilevare che la situazione è di stallo per quanto riguarda il contesto politico-economica e politico -culturale è complesso e merita una più amplia analisi nel futuro.
Vorrei far notare tre caratteristiche di questo “tenersi da parte”.In primo luogo l’appartenenza a una piccola categoria del neoliberalismo in cui il governo africano ha respinto chiaramente una preferenza politica ,che è stata ampiamente e fortemente condivisa dal blocco occidentale dei governi europei o nord africani,dalle organizzazioni umanitarie e dalle ONG.
La questione politica è significativa e fondamentale in questi ultimi rapporti fra Occidente e governi africani, dove il governo africano si è finalmente allontanato dal consenso del governo occidentale. Ci sono stati altri casi che condividono questa caratteristica ma sono tutti su una scalza diversa ,molto più piccola.Ad esempio l’utilizzo delle sovvenzioni statali per il fertilizzante in Malawi.
Correlato sempre al fatto di restare in disparte c’è di certo il problema culturale. In particolare lo stand anti-occidentale.
Un paese che ha adottato occidentali ricette politiche nella sfera economica ed economico-politica:liberalizzazione , privatizzazione, incentivi per gli investitori stranieri e così via.

 

 

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