Conferenza FRA sulla discriminazione delle persone LGBT in EU

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Si è svolta il 28 ottobre 2014 a Bruxelles la conferenza di FRA per affrontare il tema della discriminazione sessuale ,l’orientamento e l’identità di genere , per far luce sulle prossime tappe della UE e degli Stati membri ,l’evento si è svolto presso il Consiglio dell’Unione Europea.

Erano presenti la Presidenza italiana, l’Ambasciatore Sannino , il Segretario del Consiglio ed il Commissario Reicherts , ministri e rappresentanti del Parlamento Europeo , senza parlare dei numerosi rappresentanti di governo e parlamentari nazionali che partecipavano alla discussione.
Ultimo ma non meno importante la diversità delle organizzazioni della società civile presenti nella sala, che hanno lavorato attivamente su questo problema per molti anni per poter portare un cambiamento reale nella vita delle persone LGBTI.

L’introduzione all’evento è stata basata su alcune tendenze giuridiche fondamentali che sono state osservate nell’Unione Europea (UE) in termine di protezione dei diritti LGBTI , dalla discriminazione ai crimini ispirati all’odio , concludendo con l’esposizione di alcune idee espresse a rotazione.

In primo luogo le leggi che sono alla base dei diritti di cui dovrebbero godere le persone LGBTI in tutta la UE.

Senza dubbio le persone LGBTI della UE al giorno d’oggi , godono di molta più libertà di quanto non potevano fare anni fa. Le cose si stanno muovendo in avanti , i principi di uguaglianza e di penalizzazione sono cablati nei trattati UE , anche il divieto di discriminazione sull’orientamento sessuale è oggi esplicitamente menzionato nella Carta dei Diritti fondamentali.

In particolare tali discriminazioni sono vietate in tutta la UE e si prevede di estendere l’accesso ai bene e i servizi in altri settori, sotto la cosiddetta direttiva orizzontale EU, vi è quindi una nuova finestra di opportunità per procedere con l’adozione della direttiva , in quanto la Commissione Europea ha esplicitamente fatto presente una delle sue priorità.

Tuttavia, non ostante l’assenza di questa direttiva si è notato che sempre più Stati membri hanno preso l’iniziativa di estendere la tutela delle persone LGBTI in altre aree, come quella del lavoro, ad esempio. Considerando che nel 2008 ,erano 9 gli Stati membri che limitavano la discriminazione sull’orientamento sessuale , ancora poco nell’ambito lavorativo. Tra il 2008 e il 2014 sono scesi a soli 3 stati membri.

Quando si parla di identità di genere il quadro è diverso. L’identità di genere non è esplicitamente coperta dai trattati dell’Unione Europea, nè dalla Carta dei diritti fondamentali . Tuttavia, la Corte di giustizia in europa, ha stabilito che la discriminazione sessuale riguarda anche le persone che hanno subito, o sono in procinto, o hanno intenzione di cambiare sesso.

Purtroppo i problemi restano soprattutto per coloro che non vogliono o non possono sottoporsi al cambio di sesso; soprattutto quando si tratta di ottenere i documenti di identità , con indicato il cambio della loro identità di genere.
Attualmente 15 Stati membri richiedono la sterilità irreversibile e 9 Stati impongono alle persone di essere celibe o di sciogliere il loro matrimonio come presupposto legale per ottenere il riconoscimento di genere.

Passando poi ai crimini ispirati all’odio , non vi sono attualmente in UE strumenti espliciti per proteggere le persone LGBTI dai crimini d’odio , qui ancora una volta gli Stati membri hanno fatto un passo in avanti : 19 stati hanno fatto leggi per rendere il crimine d’odio per motivi di orientamento sessuale un reato penale. Questi numeri sono quasi raddoppiati dal 2008. Si tratta di un enorme passo avanti.

In questo contesto, la direttiva ,vittime dell’Unione Europea è stata senza dubbio un enorme passo avanti , in quanto comprende anche l’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’espressione di genere, come causa per il riconoscimento delle vittime . Quando questa direttiva sarà accolta nel diritto nazionale, nel mese di novembre 2015, da tutti gli Stati membri , contribuirà a garantire che le vittime di reato ricevano adeguate informazioni, sostegno e protezione , e siano in grado di partecipare ai procedimenti penali.

Tutto sommato la protezione è stata rafforzata negli ultimi 5-10 anni, ma c’è ancora molto da fare a riguardo, ed è necessario farlo assieme.

Come queste leggi si traducono giorno per giorno nella vita della comunità LGBTI?

I risultati del sondaggio sulle persone LGBTI in EU dipingono un quadro di paura , di isolamento e discriminazione diffuso nella comunità omosessuale in tutta Europa, molti soffrono regolarmente, perché viene negato loro il diritto di essere se stessi , a scuola, al lavoro , in pubblico e nella loro vita privata. Molti sentono il bisogno di nascondere la propria identità.

Ad esempio circa il 66% degli intervistati in tutti gli stati membri della EU hanno paura di tenersi per mano in pubblico con il proprio partner dello stesso sesso. Una cosa normale da poter fare tutti i giorni. Oltre 80% ha detto che le battute casuali verso le persone LGBTI nella vita di tutti i giorni sono stati diffusi, il discorso omofobico e transfobico tra i politici è ancora una realtà, in molti stati membri della UE.

Approfondendo i risultati dei sondaggi del rapporto FRA , vediamo che i giovani LGBTI per il 67% degli intervistati soffrono di nascosto o mascherano il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, soprattutto a scuola , molti ragazzi hanno optato per la segretezza completa , più dei tre quarti non si sono mai aperti negli edifici scolastici dicendo di essere gay o bisessuali . Perché? Oltre l’ 80% degli intervistati in ogni Stato membro ha ricordato episodi di commenti negativi o bullismo nei confronti dei ragazzi LGBTI negli istituti.
Per le persone che pensano che il bullismo durante il periodo scolastico “è normale”, bisogna rammentare che le statistiche di suicidio , come molti studi hanno dimostrato, sono molto più elevate tra i ragazzi omosessuali rispetto ai loro coetanei, Questo ci dice che il bullismo a scuola ha un impatto reale, e deve essere affrontato.
Chiaramente la scuola deve essere il periodo migliore della vita , purtroppo non può essere così per tutti, in particolare per le persone LGBTI.

Un altro dato preoccupante che si vuole riportare è come poche persone LGBTI non possano essere aperte con le loro famiglie.

Cosa significa tutto questo nella società Europea di oggi? Siamo bloccati in un dialogo sulla normalità di qualche secolo fa, che oggi significa ben poco?

Quindi cosa si può fare?

Incoraggiare sempre di più gli Stati membri che stanno adottando nuove misure politiche attraverso nuovi piani di azione , che FRA ha evidenziato nei loro Report Annuale.

Gli Stati membri possono anche ricevere assistenza dalla Commissione europea per valorizzare questi nuovi diritti, uguaglianza e cittadinanza. Alcuni stati membri del UE hanno lavorato intensamente con il Consiglio d’Europa negli ultimi anni per apportare modifiche molto concrete ai loro quadri giuridici e politici.

Gli enti locali e regionali hanno intensificato i loro sforzi, come si può vedere nella relazione fatta dal Congresso dei poteri locali e regionali e dal Consiglio d’Europa . Questi sforzi dovrebbero essere applauditi , dopo tutto le violazioni dei diritti umani avvengono a livello locale, è dove viviamo che incontriamo la polizia, gli insegnanti, gli infermieri che sono così importanti e si mobilitano per portare avanti un cambiamento per poter agevolare le persone LGBTI .

FRA ha intervistato 800 agenti della polizia , insegnanti, operatori sanitari e decisori politici circa la loro consapevolezza ed il loro ruolo nel promuovere i diritti fondamentali per le persone LGBTI , anche se molti di loro sono attenti alla questione , che indica climi sociali negativi , diffusi pregiudizi, mancanza di consapevolezza o ignoranza, in alcuni casi, questo atteggiamento aiuta l’opposizione politica , che è una delle barriere chiave per il cambiamento, ad uscire allo scoperto.

Inoltre per la prima volta si è parlato in modo dettagliato della situazione delle persone intersessuali della relazione comparativa e delle leggi in tutta la UE per la tutela dei diritti della comunità LGBTI.

Vogliamo ricordare che “l’Unione Europea ha una chiara responsabilità per la promozione dell’uguaglianza , il rispetto e la tolleranza , anche per le persone LGBTI, ha dichiarato durante il suo discorso Ivan Scalfarotto, Sottosegretario di Stato del governo Italiano”. Con questa importante conferenza la Presidenza italiana ci vuole mostrare il suo impegno a lavorare assieme a i nostri partner europei per combattere le discriminazioni verso le persone omosessuali e costruire una società più inclusiva per tutti“.

Il direttore di FRA, Morten Kjaerum ha detto: “Troppo spesso le persone LGBTI subiscono discriminazioni e ostilità solo per poter essere semplicemente se stessi“. “Le maree stanno cambiando , sembra ci sia stata una svolta positiva da parte di molti Stati membri, dobbiamo costruire su questo. Per il nuovo Parlamento Europeo e per la Commissione i tempi sono ormai maturi per inserire i temi di uguaglianza e di non discriminazione delle persone LGBTI all’ordine del giorno per l’Unione Europea“.

La Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea , in cooperazione con l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ( FRA )ed il Segretario generale del Consiglio che ospitavano la conferenza : “Affrontare la discriminazione sull’orientamento sessuale e l’identità di genere ; sono i prossimi passi per la EU” .

Durante questa conferenza si sono riuniti oltre 400 professionisti dei diritti fondamentali in tutta la EU per discutere le politiche di parità nei diversi settori di competenza , per capire quali possono essere ulteriormente rafforzati ed integrati dalla UE e ciò che gli Stati membri possono fare per aiutare. I risultati delle discussioni saranno un utile contributo ad ampliare l’idea di uguaglianza durante l’evento di alto livello che si terrà a Roma il 6 e il 7 novembre dalla Commissione europea e la Presidenza italiana.

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