NON C’E’ ANCORA LIBERTA’ PER UHURU IL MOVIMENTO LGBTI DELLO ZIMBABWE

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Mentre molti africani stanno combattendo con i problemi di Stato che istigano all’omofobia, gli sforzi degli attivisti per i diritti LGBTI e la loro mobilitazione sono ridotti da un effetto dominio, dovuto da leggi che non possono motivare questa omofobia. Essendo un gruppo di minoranza , lavorando su temo “tabù” sono considerati il tallone di Achille, questo è il motivo che porta ad allontanare le associazioni per i diritti dei gay , che operano in situazioni precarie.

Le persone LGBTI in Zimbabwe sono regolarmente perseguitate dal regime , durante il suffragio nel 2013 , si intensificarono gli abusi, quando il Presidente Robert Mugeba cercò di vincere le elezioni promettendo agli elettori che per i gay sarebbe “stato l’inferno”. Il giornalista ed attivista Miles Rutendo Tanhira descrive il fermo degli attivisti in Zimbabwe : “o seguono la legge e si adatteranno al regime, o rischieranno la persecuzione”.

In questo contesto i paesi Africani esercitano poteri incontrollati ,modificando e promulgando leggi che hanno un impatto sulla libertà costituzionale sui civili ,nel tentativo di escludere l’opposizione politica.

Gli attivisti che lavorano nei paesi in cui la repressione di Stato è molto profonda spesso scoprono come rispettando queste leggi significhi conformarsi a regimi oppressivi mentre chi si oppone rischia di essere perseguitato. Questa è la situazione di vita delle organizzazioni LGBTI in Zimbabwe , dove la democrazia rimane una chimera , siccome la nazione oppressiva continua a soffocare il dissenso. Questo paese dell’Africa meridionale ha una vasta gamma di leggi repressive che violano i diritti civili , tali leggi applicate con il pretesto di “tutelare i cittadini e mantenere l’ordine pubblico” influiscono direttamente sui diritti della comunità LGBTI perché vanno a criminalizzare la loro stessa esistenza .

La Costituzione dello Zimbabwe firmata in legge il 22 maggio del 2013 , garantisce ai propri cittadini una vasta gamma di diritti , tra i quali la libertà di espressione, di associazione e di riunione, mentre un eccesso di potere sulla normativa mira a contenere le pratiche per i diritti umani internazionali riconosciuti, nel paese.
Oltre alla legge orribile di sodomia del 2006 che criminalizza consensualmente gli atti sessuali con persone dello stesso sesso e qualsiasi altro contatto fisico di natura omosessuale , tra adulti di sesso maschile , altre leggi draconiane , come la legge Public Order and Security Act (POSA) nel 2002, Private Voluntary Organisations (PVO) Act nel 2004, e la Censorship Entertainment and Control Act (CECA) nel 1967, sono state usate più volte per negare i diritti e la libertà di espressione, di associazione , di riunione pacifica di Gay , Lesbiche , Bisessuali ,Transgender e Intersessuali.

La legge PVO stabilisce che tutte le associazioni non governative devono essere registrate ed approvate dal governo prima della loro accettazione. Questa legge è stata notoriamente utilizzata per fermare le ONG e i gruppi di attività LGBTI , con raid effettuati in diverse occasioni . Questo è il motivo per cui è abbastanza difficile alle organizzazioni ottenere le aderenze delle persone per poter lavorare , avendo il via libera della polizia solo per condurre riunioni. Nella maggior parte dei casi, denunciando alla polizia le loro attività sarà anche minacciata la sicurezza dei soci.

Durante le ricerche universitarie , gli uffici del GALZ di gay e lesbiche dello Zimbabwe sono stati vittime di irruzioni da parte della polizia armata in numerose occasioni , con conseguenti arresti e la confisca di computer e pubblicazioni . Tuttavia nel gennaio 2014, GALZ ha vinto una causa giudiziaria di riferimento, in cui l’organizzazione ha sfidato la polizia per il pestaggio e la detenzione di alcuni attivisti e la confisca dei computer di ufficio.

POSA è stata realizzata con lo sforzo di colmare le lacune democratiche e stroncare l’opposizione del governo e della critica. Questa legge atroce richiede alle organizzazioni di ottenere delle autorizzazioni da parte della polizia prima di effettuare assemblee pubbliche, pur essendo infame utilizzare degli agenti governativi per queste selezioni. Le interpretazioni errate della legge hanno permesso alla polizia di abusare di tali autorizzazioni, forzando gli ingressi nei locali privati per effettuare raid alle riunioni organizzate dagli attivisti LGBTI , percosse, vessazioni e arresti con accuse prive di scrupoli, incitazione al silenzio per critiche contro il governo.

La CECA criminalizza il possesso di materiale pornografico in luoghi pubblici e privati ed è stata impiegata per perseguire le persone LGBTI e giustificare i raid ed operazioni contro gli attivisti per i diritti dei gay. Il materiale didattico dei programmi LGBTI, come Sexual Reproductive Health (SRH) è spesso considerato pornografico, poiché la legge vieta gli atti omosessuali , se si viene trovati in possesso “sex toys” è reato anche nella sfera privata delle proprie abitazioni. Questo rende gli attivisti LGBTI e le persone omosessuali dei potenziali “criminali”.

Il divieto di matrimonio, della sezione 78 della Costituzione è stato ampiamente travisato per poter criminalizzare l’omosessualità, ed ha aperto strade a ricatti ed estorsioni da parte delle famiglie, dei membri della società e della polizia. La maggior parte delle persone LGBTI spesso si trovano bloccate fra l’incudine e il martello in queste occasioni rischiano di essere vittime dei ricattatori e di doverli pagare per il timore di essere denunciati .

GALZ ha recentemente pubblicato un rapporto che documenta diffuse e sistematiche violazioni dei diritti umani sugli individui, che sono, o vengono percepiti come persone omosessuali . Il rapporto cita 42 casi individuali di violazioni e 7 episodi riportati di incitazione all’odio da parte di funzionari pubblici. Tali violazioni comprendono le molestie della polizia e i ricatti, aggressioni, minacce , esponendo così le persone omosessuali alla detenzione , espressioni di odio e violazione della privacy. Si fa riferimento alla discriminazione sperimentata negli istituti sanitari , costringendoli a rinunciare ad importanti servizi per la salute sessuale e quella riproduttiva, dove spesso evitano di andare per i trattamenti anche durante prolungati periodi con malattie sessualmente trasmissibili , per il rischio di denunce .

L’omofobia sponsorizzata dallo Stato , sfornata dai politici e dai media ha avuto effetti diversi sulla vita delle persone LGBTI . Il Presidente dello Zimbabwe ha detto : “abbiamo questo presidente americano Obama , nato da padre africano che sta dicendo non vi daremo aiuto in caso il vostro paese decida di non abbracciare l’omosessualità. Diciamo di aver bisogno di continuità e di riprodurci nella nostra vita e questa deriva dalla donna, non dell’omosessualità. Li chiuderemo in una stanza per 5 anni, vedremo se saranno in grado di riprodursi”.

Tali dichiarazioni pubbliche danno alla società e alla polizia la completa libertà di attaccare , molestare e imporre la propria giustizia impunemente sfacciata alle persone LGBTI. Se questi casi verranno segnalati non ci sarà alcun risarcimento per i superstiti di tali abusi.

Alla luce di ciò che si è detto , va da sé , che se anche gli attivisti continuassero a sfidare l’opposizione e a reclutare persone che riconoscano la loro causa , sarebbero ancora troppo forti gli ostacoli , quasi insormontabili , ed il viaggio non si preannuncia certo libero di valigie senza spine. Eppure la lotta continua , perché se non ora , quando?

Traduzione e adattamento del testo

Tobias Pellicciari

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