RAID DELLA POLIZIA AL GAY PRIDE IN UGANDA

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Lo scorso 4 agosto la polizia ha fatto irruzione in un Club di Kabalagala , il Venom, dove si stava svolgendo un evento organizzato dalla comunità LGBTI, durante la serata si sono susseguiti violenti arresti ed il  concorso di bellezza è stato bloccato , tutto questo prima della consueta sfilata del Gay Pride , dopo alcune intimidaziuoni gli attivisti hanno preferito fermare la parata che era prevista per il giorno successivo e  rimandarla per paura di nuove violenze verso la comunità omosessuale ugandese. Nonostante questo gli attivisti e il popolo gay del Paese ha voluto celebrare ieri, sabato 24 settembre , l’Orgoglio Gay . Purtroppo però anche in questa occasione le forze dell’ordine sono intervenute per fermare l’esibizione ed hanno arrestato molti dei partecipanti.

L’attivista Jacqueline Kasha è riuscita ad evitare l’arresto, opponendosi all’ordine dei militari di lasciare la proprietà pubblica, tuttavia da quanto è stato riferito in alcuni post su facebook le autorità le hanno sequestrato il veicolo. La polizia era stata messa al corrente anticipatamente della data dello svolgimento dell’evento , nel tentativo del Comitato del Pride di assicurarsi che la manifestazione si svolgesse nel pieno rispetto delle regole in materia di raduni pubblici. Eppure sembra che la bandiera arcobaleno sia la causa di questa mera oppressione.
Dopo svariati tentativi da parte della comunità LGBTI di spiegare i fatti in loro difesa , cercando di far comprendere alle forze governative le bonarie intenzioni del raduno , sembra davvero impossibile trovare un punto d’accordo ed anche in questo caso, le pressioni psicologiche e la paura dei presenti hanno fatto da protagonista durante gli arresti.

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Le forze dell’ordine avevano già messo in discussione nel mese di agosto le buone intenzioni della ricorrenza e l’avevano ritenuta incostituzionale secondo le leggi ugandesi. In Uganda l’omosessualità è reato e anche gli eventi promossi dalla comunità LGBTI restano fuori legge, questo grazie una vecchia legge draconiana applicata durante l’epoca coloniale. Poi inasprita nel corso degli anni.
Sembra dunque che la liberà di tenere un raduno pacifico tra amici sia praticamente impossibile perché la comunità è soggetta a numerosi attacchi e violenze, che innescano una forte oppressioni nei confronti di una semplice bandiera arcobaleno.
Speriamo di avere presto degli aggiornamenti sull’accaduto.

Quello che sappiamo al momento è che il raduno è cominciato circa alle 7:30 del mattino dove il gruppo si è mosso per partire da Entebbe , verso le otto erano già sul luogo dello svolgimento, hanno messo un po’ di musica si sono preparati. Il palco era già stato montato, ed avevano cominciato ad arrostire la carne. Avevano portato con loro molti cartelli , ed hanno iniziato a scattare alcune foto in attesa che arrivassero altri partecipanti provenienti da Kampala. Tutto era assolutamente tranquillo. Pochi minuti dopo che avevano cominciato a scattare le foto, è arrivata la polizia e ha ordinato di smontare il palco e di togliere tutte le decorazioni, di portare via le cose da mangiare che stavano preparando e sgombrare immediatamente la zona.

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Per fortuna molte persone erano riuscite ad immortalare i primi momenti della festa dell’Orgoglio Gay che era cominciata al mattino presto e bisogna ringraziare le 100 persone LGBTI che hanno partecipato e hanno ancora voglia di stare assieme e sedersi senza paura davanti alle file del Gay Parade 2016 . Essi devono essere considerati degli eroi e delle eroine. Diamo per questo tutti il nostro appoggio e il nostro sostegno alla comunità omosessuale ugandese, con l’augurio che queste violenze possano finire.

Successivamente le forze dell’ordine hanno invitato i partecipanti a salire su dei mini-bus, messi a disposizione per gli arresti, ci sono stati momenti di tensione e spavento, molti erano impauriti e preoccupati pensando di dirigersi verso la stazione di polizia. Un uomo in preda al panico si è lanciato dal finestrino del bus in movimento. Quando il convoglio si è fermato c’è stata molta tensione. I dissensi erano già cominciati durante il raduno ,la polizia aveva già intimato il gruppo di tenersi lontani da Entebbe Botanical Gardens, dove tradizionalmente si svolgeva la sfilata. Nonostante questo inizialmente la gente era rilassata. Solo più tardi la situazione si è scaldata con l’arrivo delle forze dell’ordine.

Il Ministro dell’etica ed integrità Simon Lokodo aveva ripetutamente messo in guardia la comunità omosessuale con la minaccia di cancellare gli eventi in programma nella settimana del Gay Pride . L’omosessualità è illegale in Uganda e può comportare una pena fino a sette anni di carcere . Tuttavia gli organizzatori dell’Orgoglio Gay dicono che continueranno a lottare per i loro diritti,nonostante tutte le limitazioni e le intimidazioni.

Aggiornamenti di

Tobias Pellicciari

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