Intervista Jacqueline Kasha per International LGBTI Support – Human Rights

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02.03.2015 07:47

BRUXELLES 20 february 2015 – International Support Uganda sta collaborando attivamente con gli attivisti in Africa , per poter supportare e monitorare la situazione della discriminazione sulle persone LGBTI . Dopo la “caduta” della legge Anti-Homosexuality Act ad agosto 2014 , la paura che venga ripristinata , permane.

Per saperne di più abbiamo fatto alcune domande a Jacqueline Kasha un’attivista che ha dato molto per il movimento LGBTI in Uganda. Lei ci racconta la sua storia e in seguito ci spiega quali sono i rischi per l’Uganda che una nuova legge omofona venga approvata .
Dopo la partecipazione a dicembre ad un’evento al Parlamento Europeo , organizzato dall’Intergroup per i diritti LGBTI, volevamo sapere quali erano stati i nuovi sviluppi e le manovre che avrebbero adottato per contrastare una nuova possibile ondata di discriminazione, in caso la legge venisse ripristinata. Volevamo sapere quale posizione avesse preso l’Unione Europea nel caso fosse successo. Dopo numerose polemiche di un possibile “regalo di Natale” alla comunità LGBT in Uganda, gli osservatori politici ugandesi ritengono che Museveni ha anticipato il dibattito per una nuova legge Anti-gay , che probabilmente non cesserà fino a quando non saranno superate le elezioni presidenziali del 2016. Storicamente Museveni aveva intensificato le spese del governo in progetti che sarebbero serviti per accattivarsi i voti degli elettori prima dei seggi elettorali, ma un nuovo contraccolpo dei governi internazionale su questa legge pone una potenziale minaccia per le finanze del governo ugandese, che ha già chiesto 90 milioni di dollari alla Banca Mondiale per le spese sanitarie ed è stato sospeso dopo che la legge era stata approvata nel mese di febbraio, quando gli Stati Uniti ed altri donatori ritirato i loro fondi per sostenere il governo. Anche i Mercati avevano risposto male alla legge contro l’omosessualità , la valuta dell’Uganda aveva perso il 2,9% . Come ci spiega anche Kasha questa discriminazione continua ha portato molte persone a fuggire dall’Uganda in cerca di una vita migliore , per questo International Support Uganda attualmente sta promuovendo una nuova Campagna per il Supporto dei Rifugiati in Kenya e in Senegal, molte persone LGBTI dopo l’approvazione della delibera a febbraio 2014 si sono visti costretti a lasciare i loro Paesi e a fuggire in quelli più tolleranti e dove non era possibile essere riconosciuto. Internatonal Support Uganda sta lavorando con l’appoggio di Ilga World, Ilga Pan Africa , ORAM e molte altre associazioni, per creare condizioni migliori per le persone omosessuali nei loro Paesi e garantire sicurezza e agevolare le richieste di asilo.
L’intervista a Kasha sarà reperibile all’interno del materiale distribuito dalla nostra organizzazione. Per qualsiasi informazione potete contattarci : isp.uganda@hotmail.com

INTERVISTA DOMANDE

• Mi puoi raccontare qualcosa sulla vostra organizzazione? Quali sono le attività principali che state svolgemmo?

Mi chiamo Jacqueline Kasha ho fondato e guidato Freedom and Roam Uganda dal 2003 al 2013 , da allora mi sono dimessa dalla carica di leadership per costruire più lavoro per i giovani e dare la possibilità di incentivare uno sviluppo e una crescita maggiore nel nostro Paese. Ho lavorato sulle aree tematiche di advocacy e lobbyng , potendo così passare attraverso il cambiamento politico dei gruppi di pressione Internazionale presso le Nazioni Unite e la Commissione Africana, tramite gli organismi regionali e nazionali. Mi sono dedicata come seconda cosa alla diffusione dell’informazione , nazionale e regionale , per quanto riguarda la nostra comunità e la popolazione, sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, nella speranza che in futuro si possa cambiare atteggiamento , sul sesso sicuro, sulla salute , la famiglia , la religione etc . Come terza cosa ho fatto ricerche e ho raccolto documentazioni sulle realtà vissute nella nostra comunità e dalle persone omosessuali , come gli abusi e le violenze, la loro salute, sperando di poterli utilizzare per fini processuali, ma anche per includere il materiale nella politica della sanità nazionale etc come quarta ed ultima cosa, ho creato un movimento in modo da poter garantire delle basi solide alle generazioni future ed uno stimolo per continuare a lottare. Il mio passo avanti dell’ultimo decennio è l’esempio di trasformazione dato dalla nostra leadership.

Che tipo di azioni intendete intraprendere al fine di lottare contro il ” Prohibition of promotion of unnatural sexual offence bill ” ?

Se e quando, diventerà un documento formale , faremo in modo di impugnarlo davanti alla Corte Costituzionale. Ma per ora non voglio fare speculazioni e dare troppo peso a questa cosa.

Dopo l’approvazione del disegno di legge Anti-Homosexuality Act in febbraio molte persone hanno lasciato l’Uganda e hanno chiesto rifugio ed asilo in altri Paesi. Pensi che possa accadere nuovamente, se il governo approva questo progetto di legge?

Non c’è dubbio , molte persone continueranno a lasciare il paese fino a quando l’ambiente resterà duro ed ostile , le persone hanno bisogno di vivere una vita in salute e sicurezza e molti non sentono di poterlo fare in Uganda in questo momento. Quindi sosteniamo tutti coloro che non si sentono più sicuri e vogliono andare a cercare in altri luoghi questa sicurezza.
Purtroppo si è arrivati fino a questo punto, e le persone sono costretto a scappare, ci si spezza il cuore a vedere i nostri amici , le nostre famiglie etc dover lasciare tutto alle spalle , ed andare via, per questo continuiamo a lottare tutti i giorni, in attesa di quel giorno in cui potranno tornare in Uganda e trovare la tranquillità che oggi non c’è.

Il 3 dicembre ha partecipato alla conferenza “L’Europa, Facciamo parlare i diritti per le persone LGBTI in Africa” in qualità di relatore a Bruxelles. Quali sono stati i risultati della conferenza? Volete condividere un commento con noi?

Il Convegno, aveva come obiettivo quello di condividere coi nostri partner europei una base solida su come sostenere la nostra popolazione sul continente , senza causare più danni di quelli che già non erano stati fatti. Questo è stato l’obiettivo principale e abbiamo trovato grandi strategie che si potrebbero utilizzare per questi aiuti.

Come potrebbe per aiutare l’Uganda, International Support Uganda o altre ONG per i diritti LGBTI ? Vorreste dire qualcosa agli attivisti?

Già avendo formato una ONG , ci mostra quanto sostegno e amore avete per noi . Vi preghiamo di continuare in questo modo, tecnicamente, emotivamente e sì, anche finanziariamente , abbiamo bisogno di molto del vostro supporto per poter perseguire questi obiettivi . Ma ricordate anche che noi conosciamo al meglio la nostra situazione , per agire in modo corretto , prima di intraprendere una qualsiasi azione, consultateci sempre.

Jacqueline Kasha

International Support Uganda, intende seguire da vicino l’evolversi della situazione, per aiutare le persone LGBTI in Uganda ed in Africa ad affermare i propri diritti.
Ricordiamo che potete seguire i nostri aggiornamenti sul sito internet o sulla nostra pagina FB : Support Uganda.

 

Questo il link dell’articolo realizzo con i ragazzi di “Erasing 76 Crimes” :

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