DOVE SONO I LUOGHI DEL MONDO DOVE E’ PIU’ DIFFICILE ESSERE GAY O TRANSGENDER?

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I dati sono a macchia di leopardo, quindi è difficile ottenere un quadro reale del livello di rischio globale. Ma anche alcune delle nazioni con leggi più restrittive stanno facendo dei passi in avanti.

Dove sono i luoghi più pericolosi al mondo per essere ,gay, lesbiche, bisessuali o transgender (LGBT)? Non è una domanda a cui è facile rispondere.

Jessica Stem, direttore esecutivo a titolo definitivo presso un gruppo di pressione internazionale dice che: ” I dati completi sui crimini d’odio e di violenza sponsorizzata dalla Stato contro le persone LGBT sono ancora inesistenti in molti paesi “. “La violenza più consistente tende ad essere nei paesi dove non vi è un minimo di documentazione da parte del governo, e meno presenza di una società civile”.

L’omosessualità è ancora reato in 72 paesi, anche paesi senza barriere giuridiche come gli Stati Uniti, che registrano livelli scioccanti di crimini d’odio – ci sono stati 53 omicidi di persone transgender solo dal 2013 al 2015 e neppure uno è stato perseguito. Sulla base dei dati che sono fino ad ora disponibili , sono indicati sette paesi in cui i diritti delle persone LGBTI sono più a rischio – in alcuni di loro gli attivisti stanno facendo alcuni passi di fiebile progresso.

IRAQ

Amir Ashour, attivista apertamente gay iracheno, spiega che non è solo una minaccia dello Stato islamico a Mosul o a Hawija: “Dipende in quale parte del paese si risiede – ma in due parole descriverei l’Iraq come un paese poco “sicuro” per le persone LGBT”.
Continua dicendo che a :”Baghdad e in metà dell’Iraq , la violenza è in realtà più visibile nei gruppi supportati dal governo , che fanno campagne per uccidere i gay. La più recente è stata nel mese di gennaio – sapevamo che diverse persone erano state uccise, ma non ci sono state voci che confermavano l’accaduto, solo una lista di 100 nomi “.

Gli attacchi contro gli individui omosessuali sotto l’Isis sono stati ampiamente riportati, ma le campagne di sterminio sistematico delle persone omosessuali irachene da un gruppo di terroristi sono tutt’oggi persistente. Ashour, fondatore del gruppo LGBT IraQueer, stima che ce ne sia stato almeno uno a partire dall’anno 2016.

Spazi comunitari sospetti sono stati bruciati o bombardati e non è ritenuto un momento sicuro per incontrarsi con altre persone almeno, questo almeno negli ultimi 6 anni – tanto più che molte persone sono rimaste colpite dopo essere state intercettate tramite siti di incontri. “Non abbiamo spazi dove poter incontrarsi online o offline”, aggiunge tristemente Ashour.

Ovviamente le persone LGBT irachene sono ancora alla ricerca di modi sicuri per connettersi. Ashour dice che la rete della sua ONG è cresciuta molto velocemente con il loro sito web , l’organizzazione ottiene più di 11.000 contatti al mese, di cui la maggior parte proviene da dentro l’Iraq. “La cosa fantastica è che siamo in grado di fornire risorse alla persone LGBT irachene che sono lì per noi”.

C’è anche speranza per un cambiamento. Un’occasione rara per gli attivisti iracheni che hanno messo a punto con l’Iraq un sistema per essere nominati dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. “I funzionari dicevano che non avrebbero mai potuto incontrarsi con noi, ma ora non possono dire che sono impegnati a proteggere i nostri diritti, questi, dovrebbero far parte del loro lavoro”, scherza.

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IRAN

I leader iraniani descrivono l’omosessualità come una “bancarotta morale” o una “moderna barbaria occidentale” . Amnesty International stima che 5.000 gay e lesbiche sono stati giustiziati a partire dalla rivoluzione iraniana del 1979. Anche se oggi le esecuzioni sono diminuite , si verificano ancora. Nell’estate del 2016 un ragazzo di 19 anni è stato impiccato nella provincia di Markazi in Iran : nel 2014 erano già stati giustiziati altri 2 uomini.

La minaccia del ricatto è ora un problema enorme per gli uomini gay, spiega Saghi Ghahraman, fondatore della Qeer Organization iraniana. Questo è dovuto al fatto che le complesse leggi iraniane intorno all’omosessualità portano gli uomini ad affrontare diverse pene molto severe se consumano rapporti omosessuali consensuali, a seconda del ruolo coperto, se “attivo o “passivo”, durante il rapporto. La persona passiva viene messa di fronte alla pena di morte, mentre la persona attiva subisce la stessa punizione solo se è coniugato. Le leggi possono portare la sfiducia fra i partner , se uno viene catturato , l’unica difesa per il partner passivo è dichiarare uno stupro. Questo crea anche un clima di ricatto.

In un notevole pezzo di legislazione , i padri e i nonni hanno la possibilità secondo il diritto iraniano di uccidere i loro figli , rendendoli “delitti D’onore” perfettamente legali.
Ghahraman dice che: “fin dalla tenera età i loro bambini imparano dalla propria famiglia che il mondo è molto ostile verso le persone LGBT”.

Il trattamento del governo verso la comunità transgender non è così bianco e nero. Dal 1983, da quando l’Ayatollah Khomeini ha messo una fatwa che permette di l’accettazione delle persone transgender nella società, la chirurgia di rassegnazione del sesso è disponibile e gli iraniani posso contrarre dei prestiti per l’intervento chirurgico. Infatti, fatta eccezione per la Thailandia, l’Iran svolge più operazione di rassegnazione di sesso rispetto a qualsiasi altro paese del mondo. Si tratta però di un’arma a doppio taglio per alcuni membri della comunità LGBT, anche perché , le operazioni sono diventate una soluzione controversa per gli uomini gay che cercano di conciliare così la loro fede con la loro sessualità, ed il governo rifiuta di riconoscere le persone transgender che non vogliono ricorrere all’intervento chirurgico.

HOUNDURAS

Uno studio globale ha scoperto che l’Hounduras ha di gran lunga il più alto numero di omicidi relativi alle persone transgender nella sua popolazione. Ma ciò non riguarda solo le persone Trans che sono ad alto rischio. Dopo che il presidente di sinistra, Manuel Zelaya, è stato estromesso nel 2009, il numero degli omicidi nei confronti delle persone LGBT è salito; 215 hanno avuto luogo proprio nel momento del colpo di stato.

Per questo è importante comprendere il contesto più amplio in cui le persone LGBT sono state uccise impunemente negli ultimi anni , a prescindere dalla sessualità delle vittime, l’Hounduras oggi è la capitale dell’omicidio nel mondo , con un lasso di omicidi nazionali che varia dalle 60 alle 100.000 persone. Ma gli omicidi delle persone LGBT sono quelli che con più probabilità resteranno impuniti, secondo la Commissione Inter-Americana sui rapporti di Human Rights , questo avviene a causa degli stereotipi discriminanti popolare e della polizia.

Interessante notare, che nonostante la minaccia di attentati alle persone LGBT i hounduregni sono attivavi sia nella società civili che in quella politica. Quando Renè Martinez è stato assassinato lo scorso giugno, era un membro del partito nazionale del Presidente Juan Orlando Hemàndez.

L’attivista LGBT Erick Martinez è anche stato candidato per il congresso dell’Hounduras. Dice che le cose stanno migliorando, ma ci sono ancora molte sfide: “Abbiamo iniziato a ricevere gli attivisti eletti nel 2012 e ora stiamo raccogliendo i frutti , avendo più persone LGBTI in grado di influenzare i vari schieramenti politici per creare un’inclusione reale.

“Il problema più grande quello di rendere i relais generazionali come causa scatenante della violenza subita da molti attivisti LGBTI, per via di questo stanno migrando, perché devono affrontare la paura di essere vittime di violenze a causa del lavoro che fanno”.

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UGANDA

Il numero di rifugiati che il paese produce è un alto indicatore di quanto possa essere pericoloso per le persone LGBT vivere lì. Tra il 2014 e il 2016 the Friends Ugandan Safe Transport Fund e US-based Quakers association, riferiscono che hanno sostenuto oltre 1800 individui LGBT a fuggire dall’Uganda.

Pare facile capire perché la gente vuole lasciare il paese. Nel 2014, il governo ugandese ha tentato di introdurre una legge controversa contro l’omosessualità, che in un primo momento comprendeva un accantonamento della pena di morte introdotta nel 2009 , che sarebbe stata dichiarata in seguito incostituzionale dai tribunali Ugandesi, ma ormai il danno era fatto e la violenza omofobica era già stata legittimata. La gente omosessuale era stata bandita dai giornali ugandesi che avevano pubblicato una lista delle persone LGBT gay ” Top 200 Omosessuali” pur sapendo che rivelare la loro identità poteva essere davvero molto pericoloso e rischiavano di essere uccise. Un rapporto della ONG ugandese SMUG ha dimostrato che la persecuzione delle persone in base all’orientamento sessuale era aumentato nei due anni successivi.

Gli attivisti ugandesi si rifiutano di restare rinchiusi in un sotterraneo, nonostante i rischi – hanno organizzato una settimana di eventi dedicati all’orgoglio gay ,proprio l’estate scorsa, che però sono stati interrotti dalla polizia.

RUSSIA

Una scena con eventi gay regolari e tollerati è a Mosca. Ma il governo di Putin è apertamente antti-gay e sta discutendo un’altra legge omofoba, che propone di incarcerare le persone durante le manifestazioni pubbliche di orientamento non eterosessuale o a supporto dell’identità di genere.
Ai gruppi LGBT è stato negato il diritto di tenere una “macia di orgoglio” perché la Russia ha applicato una legge anti-propaganda , ed anche gli eventi ben pubblicizzati che sono stati tenuti nel paese sono stati sconvolti dai teppisti. Non è stata fatta nessuna azione di arresto nei confronti dei gruppi che hanno fatto apertamente violenza nei confronti delle persone LGBT, come ad Occupy Pedophilia, una rete nazionale di russi che torturano gli uomoni gay, poi pubblicano i video estremamente popolari dei loro atti violenti sulla rete.

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EGITTO

L’Egitto è considerato ampiamente come il paese con il maggior numero di carcerati gay – il New York Time ha stimato che almeno 250 persone LGBT sono state arrestate dal 2013, mentri il blog LGBT 76 Crimes stima che il numero potrebbe essere ancora più alto, verso i 500.

Essere gay o transgender in Egitto, da quando i militari sono stati messi in giro dal Presidente Mohamed Morsi nel 2013, è estremamente difficile, le autorità si sono impegnate in un giro di vite nei confronti della comunità LGBT, che vengono imprigionati con l’accusa di “dissolutezza” ed è accompagnata ad una pena con reclusione fino a 17 anni. I punti di riunione tradizionali sono sempre più pericolosi, dal momento che dal 2014 le applicazioni per gli incontri gay come Grindr sono stati messi sotto controllo ed i propri utenti egiziani sono controllati dalla polizia che può essere appostata per scovare le persone LGBT sui social media e farle cadere in trappola.

La polizia egiziana è nota per aver invitato giornalisti e cameraman durante i raid; le persone catturate possono essere banditi da tutto il paese, anche se vengono arrestati per errore. Nel 2014 , 26 uomini sono stati filmati da un canale televisivo mentre venivano arrestati nudi, all’uscita di un bordello omosessuale. Tutti i 26 , sono stati successivamente assolti , ma le ripercussioni del caso hanno portato uno degli uomini al suicidio , tentando di darsi fuoco .

NIGERIA

Dalle persone LGBT intervistate da ILGA- RIWI Global Attitudes Survey , il 51% ha detto di essere “fortemente d’accordo” nell’affermare che “essere lesbiche, gay, bisessuali o transgender dovrebbe essere un crimine” il che rende il paese più omofobo, secondo le affermazioni dei 45 intervistati.

Chi è gay nel paese rischia fino a 14 anni di carcere per atti omosessuali, sotto una legge approvata nel 2013, ogni nigeriano che appartiene ad un gruppo o ad un’organizzazione gay può essere colpevole di reato e può ricevere una pena detentiva fino a 10 anni . Queste leggi unite alla Sharia nelle zone musulmane della Nigeria rendono il paese poco sicuro per rendere pubblico il proprio orientamento sessuale, ma questo vale per molte parti del paese.

Ma per Olumide Makanjuola , direttore esecutivo dell’iniziativa per di The Initiative for Equal RIGHTS (TIERS) dice che è l’accettazione sociale il problema più grande per la protezione legale della comunità LGBT. “Puoi avere tutte le leggi che vuoi , ma queste non servono se non si ha l’accettazione sociale per le persone LGBT”,spiegando come il paese eccessivamente religioso con un popolazione di 182 milioni di persone, qualsiasi impegno preso deve essere sottoposto ad una critica a livello di massa per permettere di cambiare questi atteggiamenti”.

“Per ogni 100 politici ad esempio, si potrebbe avere un progressista, ma le campagne elettorali sono strettamente legate al sistema religioso , per cui se un politico viene messo al potere con l’aiuto della Chiesa o di una moschea, si sente in obbligo verso di loro”.

Egli aggiunge che tuttavia la Nigeria è progredita molto negli ultimi anni:” 10 anni prima non era in queste condizioni. Oggi abbiamo organizzazioni LGBT che sono visibili e siamo in grado di proporre eventi pubblici ed è un sistema per coinvolgere la comunità”.

(The Guardian)

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