CIDH CONDANNA IL NUMERO ALLARMANTE DI OMICIDI DI PERSONE LGBTI AVVENUTI DALL’INIZIO DELL’ANNO

Postato il Aggiornato il

CIDH-duiren-wagua-lopez-2

Washington DC – La Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani (CIDH) condanna il numero allarmane di omicidi perpetrati a danno di lesbiche, gay, bisessuali e transgender(LGBT) nella regione e sollecitata gli Stati ad indagare su tali decessi con un approccio differenziato e non lasciarli impuniti. La Commissione esprime la sua preoccupazione perché dalle notizie che sono state divulgate dall’inizio dell’anno ci sarebbero stati almeno 41 crimini nei confronti delle persone LGBT in Argentina, Brasile ,Colombia, El Salvador, Stati Uniti, Venezuela.

La Commissione ha ricevuto informazioni dalle organizzazioni della società civile che indicano che fino ad ora nell’ultimo anno, in El Salvador, sono stati registrati 17 crimini motivati dal pregiudizio nei confronti delle persone LGBT . La Commissione è stata informata che nella terza settimana di febbraio sono stati registrati nel paese tre omicidi ed un violento attacco alle persone trans. Una delle vittime , identificata come Elizabeth Castillo, è stata rapita ed uccisa, il suo corpo è stato trovato lungo la strada con evidenti segni di tortura nella periferia del villaggio di Cuyultitàn , subito dopo aver partecipato ai funerali di Yasuri Jandres (22 anni) e Daniela Rodriguez (29 anni), due donne trans che sarebbero state uccise nella città di San Luis Talpa. Nella settimana dei tre omicidi commessi da uno sconosciuto c’è stato anche un violento attacco ad un’altra persona trans che è stata ricoverata in ospedale per le ferite riportate e non è ancora stata identificata. Questo secondo le informazioni ricevute fino ad oggi sull’identità dei responsabili di questi crimini .

La Commissione prende atto con preoccupazione che le informazioni disponibili indicano che per proteggere le loro vite le persone trans salvadoregni sono state costretti a fuggire in altri Paesi, come il Messico e gli Stati Uniti. Inoltre, L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (ORAM) ha registrato almeno 136 casi di sfollamento forzato delle persone LGBT , questi spostamenti sarebbero stati motivati dalla paura e dalle minacce alla loro sicurezza personale avvenute negli ultimi anni.

La Commissione prende atto sempre con grande preoccupazione degli omicidi di donne transessuali di discendenza africana avvenuti nell’ultimo anno negli Stati Uniti: Mesha Caldwell, (41 anni), JoJo Strick (23 anni), Keke Collier (24 anni), Chyna Gibson (31 anni), Ciara McEveen (21 anni), Jaquarrius Holland (18 anni). Inoltre, la polizia ha catalogato come omicidio anche il caso di Jamie Lee Arrow di 28 anni una persona con duplice identità che si identifica sia nel genere maschile che quello femminile , che continua a ricoprire entrambi i ruoli sociali. In Pennsylvania, Sean Hake (23 anni), un uomo transessuale è stato ucciso da alcuni colpi al petto inflitti da un poliziotto che aveva risposto ad una chiamata per violenza domestica.

CIDH-0Per quanto riguarda il Brasile, la Commissione ha ricevuto informazioni che segnalano una violenza ogni 28 ore , tutte su persone LGBTI a causa dell’omofobia, bifobia e transfobia. Questo è stato riferito da un giovane gay, Marcos Valdevino di 20 anni che è stato attaccato ad una festa da un uomo non identificato. Il suo caso è diventato virale sui social network per la pubblicazioni delle foto delle ferite inferte al ragazzo ed un braccio rotto che è il “prezzo che sono costretti a pagare i gay in Brasile”. La Commissione ha aggiunto gli attacchi violenti che si sono conclusi con la morte di Agatha Mont (26 anni), Mirella Carllo (39 anni), Emanuelle Muniz (21anni), Herika Izidoro (24 anni) Michelly Garcia (25 anni), Jennifer Celia Henrique (37 anni), Lexia Alves de Brito (30 anni), Camila Albuquerque (20 anni), Bruna Tavares (17 anni), tutte donne transessuali brasiliane. Insieme a loro il 15 febbraio è stato ucciso e torturato da cinque uomini a Fortaleza anche Dos Santos di 42 anni detto Dandara. Secondo ciò che è stato registrato, un video che ha circolato sopra i social media ed alcune informazioni disponibili alla polizia hanno permesso di arrestare tre adolescenti e due uomini , presumibilmente responsabili delle torture e della morte di Dandara.

In Venezuela è stato trovato privo di vita il corpo di Alexandra Peña Vizcaya 32 anni, una donna trans dello stato di Lara. Come già riportato in precedenza l’esperto si rese conto che era stata rapita, torturata, ed il suo pene era stato tagliato e la pela del suo viso sfregiata. Questo omcidio ha le stesse caratteristiche dell’omicidio di un altro uomo gay, Iban José Chàvez di 60 anni, il cui corpo è stato trovato nel mese di gennaio del 2017. La commissione è stata informata anche del ritrovamento del corpo senza vita di un’altra persona, presumibilmente una donna trans, il cui corpo mostrava segni di abuso e di arma da fuoco con molte ferite.

In Colombia, le informazioni che abbiamo ricevuto indicano che Silvana Pineda, una donna trans di 34 anni è stata uccisa mentre camminava per le strade del comune di Dorada. A Barraquilla, il corpo di un giovane presumibilmente gay di 36 anni , di nome Johnny Mercado Ballestas è stato trovato legato ad una sedia, imbavagliato con evidenti segni di tortura.

Inoltre, le informazioni disponibili indicano che a Cordoba, in Argentina, una giovane ragazza trans di 27 anni è stata accoltellata al petto dal suo partner.

Il commissario Francisco Euguren Praeli , relatore sui diritti di persone lesbiche,gay, bisessuali, trans ed intersessuali (LGBTI) del CIDH ha dichiarato che “questa situazione è preoccupante e insostenibile”, continua dicendo che è “urgente che lo Stato prenda le misure necessarie per porre fine a queste situazioni, per poter garantire che tutti questi crimini vengano esaminati con approcci differenti. Alti tassi di crudeltà e spietatezza potrebbero essere stati possibili perché gli autori hanno agito motivati dal pregiudizio verso un diverso orientamento sessuale o identità di genere reale o presunta della loro vittima, un problema che deve essere esaminato”. Ha aggiunto che è anche necessario non concedere l’impunità e raggiungere le vittime e le loro famiglie con risarcimenti .

La Commissione invita gli Stati membri dell’OEA a monitorare la situazione, come raccomandato dal rapporto sulla violenza contro le persone LGBTI del 2015, invitano a sviluppare linee guida e protocolli che includano un qualsiasi segno che possa aiutare gli agenti di polizia, i procuratori, ed altri ricercatori a determinare se il reato è stato commesso in base a qualche pregiudizio e contro l’orientamento sessuale e /o identità di genere reale o percepito della vittima, al fine di adempiere al meglio al loro dovere e di poter indagare e punire tutti i responsabili.

Secondo il Registro sulla violenza contro le persone LGBTI nel 2015 l’80% delle persone trans sono state uccise fra gennaio 2013 e marzo 2014 ed i più giovani avevano quasi tutti sui 35 anni. La Commissione prende atto con estrema preoccupazione che in base a questi dati le donne trans uccise dal 1° gennaio di quest’anno avevano in media 28 anni.

La Commissione ricorda che in caso di situazioni gravi ed urgenti, si può chiedere allo Stato che adotti misure precauzionali per impedire un danno irreparabile alle persone che sono sotto la loro giurisdizione, indipendentemente dal fatto che esista un caso di istanza pendente dinanzi alla Commissione. Inoltre, la Commissione sottolinea l’importanza degli Stati di garantire la sicurezza di tutte le persone LGBTI, garantendo anche il pieno e libero esercizio dei loro diritti umani, senza alcuna discriminazione di orientamento sessuale o di identità di genere reale o percepita o un corpo non conforme al proprio genere.

La CIDH è un organismo autonomo dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) il suo mandato deriva dalla Carta della OAS la Convenzione americana sui diritti umani. La Commissione Inter-Americana ha il mandato di promuovere il rispetto dei diritti nella regione ed agisce come organo consultivo del OAS in questa materia. La Commissione è composta da sette membri indipendenti, eletti dall’Assemblea Generale dell’OAS a titolo personale e non rappresentavano i loro paesi di origine o di residenza.
(traduzione e adattamento)

International  Support – Human Rights

Email : isp.uganda @hotmail.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...