Il Gay Pride 2017 in Uganda è stato cancellato

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Gay Pride Uganda 2017

Con molta tristezza nel cuore che gli attivisti annunciano la cancellazione del Gay Pride 2017 in Uganda. A seguito dell’incursione della polizia e dell’interruzione della sfilata del Gay Pride dello scorso anno, si è preferito non correre ulteriori rischi. Purtroppo attualmente la situazione in Uganda è ancora difficile per le persone omosessuali e le leggi in vigore non consentono la libertà di riunione alla comunità LGBTI.

Il 2017 è senza dubbio un anno importante e impegnativo per il festival; La comunità è ancora determinata a celebrare anche gli eventi abbandonati nel 2016 che hanno lasciato a tutti ricordi traumatici e alcune ferite quasi letali; Molti pensavano che le attività sarebbero riprese quest’anno, ma le nostre anime coraggiose hanno detto un grosso NO!
Ovviamente anche quest’anno la comunità LGBTI aveva come unico pensiero il bisogno di combattere l’odio, l’omofobia, i pregiudizi della società che la criminalizza , dicendo loro che non sono criminali , ma persone per bene.

Ed ancora oggi la comunità LGBTI sente più che mai la necessità di stare insieme, di tenersi la mano e di celebrare le loro attività, ma soprattutto, di riconoscere e di dibattere i risultati portati avanti durante il loro duro lavoro che è finalizzato a creare visibilità e a cercare di influenzare i cambiamenti politici durante l’arco dell’anno.

Ma purtroppo anche il loro coraggio e la loro determinazione non sono sufficienti garantire la sicurezza e non mettere a rischio la vita di tante persone innocenti. Questa mattina gli attivisti si sono svegliati e la polizia stava circondando la loro sede prima dell’apertura della serata di gala dell’evento, tutt’ora i controlli sono in corso.

Hon Simon Lokodo, negli ultimi due mesi aveva già minacciato l’arresto di molte persone ed aveva perfino intimato danni fisici a uno dei leader del movimento LGBTI se fossero entrati in contatto con lei. Ha voluto sottolineare che le minoranze e le categorie di genere non dispongono di nessun diritto in Uganda e oggi, per questo motivo, tutte le sedi adibite agli eventi per l’Uganda Pride sono state circondate dalle forze dell’ordine.
In questo modo dicono gli attivisti, si sta abusando della nostra stessa esistenza, spogliandoci anche dei nostri diritti fondamentali, ci si rifiuta di riconoscere la nostra umanità ed il nostro diritto di associazione, di parola, di movimento e di libertà da ogni tipo di trattamento degradante.

Una delle cose che Lokodo continua ad esprimere con forza è la sua teoria del reclutamento: noi non siamo qui per reclutare nessuno, sottolineano gli attivisti. Questo è un grosso errore, ed è un pensiero sbagliato che è stato ampiamente diffuso ed è stato creduto da molte persone. Noi siamo tutti nati in questo mondo, non abbiamo avuto modo di scegliere e di decidere chi amare o in chi identificarci, per questo non è possibile reclutare qualcuno o cambiare le loro idee o il loro orientamento sessuale .

Il Pride non è mai servito per ottenere influenza politica, è solo una celebrazione di un evento. Durante tutto l’arco dell’anno, lavoriamo instancabilmente per poter contrastare i leader religiosi , i politici, i capi della società civile e i fornitori dei servizi sanitari , perfino la società in cui viviamo, per trovare accordi che aprano le porte ai nostri diritti. Il Pride è un movimento per mostrare la nostra gratitudine a queste persone che hanno avuto il tempo di sedersi e di ascoltarci, di capire perché stiamo chiedendo una revisione politica e un cambiamento che possa rispettare la nostra umanità. Dobbiamo eliminare queste idee sbagliate così diffuse al grande pubblico.

Chiaro, non siamo autorizzati ad esercitare la nostra libertà di associazione, ma ora più che mai, siamo pronti a prendere in considerazione le leggi e la politica esistente, non stiamo annullando l’orgoglio gay a causa dell’omofobia e del mancato rispetto di diritti che ci viene posto davanti, questa è stata una decisione che è stata presa per proteggere gli attivisti e tutte le persone che vi avrebbero partecipato. Altrimenti, come possiamo essere in grado di combattere l’oppressione se veniamo uccisi o messi in galera per un crimine che non abbiamo commesso?

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Gay Pride Uganda 2016

Dovrebbe essere chiaro a tutti che i nostri partner chiave nel resto del mondo che lottano al nostro fianco per l’uguaglianza in Uganda sanno che non è finita. Noi andremo avanti fino a quando non si assegneranno i diritti e non verranno assegnati ad ogni minoranza sessuale e di genere; Il diritto che aspetta ad ogni essere umano.

Per questo concludono gli attivisti ci appelliamo alla comunità LGBTI e al loro coraggio, che hanno sempre mostrato e li ringraziamo per essere stati disposti a rischiare e ad affrontare i loro oppressori! Ricordiamo sempre che dobbiamo essere vivi per poter lottare per il nostro futuro, ed in seguito raccogliere i frutti della nostra dedizione e perseveranza.

La dichiarazione degli attivisti la potete leggere sul Blog: Kuchu Times

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