Kenya, Rifugiati LGBTI: calano le scorte di cibo, è allarme!

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“Kakuma Camp”

Oltre a molte altre ONG anche International Support – Human Rights lancia l’allarme per il programma di Assistenza Alimentare Mondiale (WFP) del Kenya che sostiene anche i Rifugiati LGBTI nei campi di Kakuma e Dadaab che è sempre più in crisi, e cominciano a scarseggiare anche i fondi per le forniture alimentari, questa è una cosa davvero allarmante, le poche risorse di cibo garantite fino a questo momento sarebbero presto dimezzate ed il rischio di mal nutrizione per gli ospiti dei campi è davvero molto alto. Facciamo appello alle forze internazionali perché possano attivarsi a sostenere il programma delle Nazioni Unite (WFP) e poter garantire nuovamente le forniture alimentari.

Il mese scorso dopo che i profughi di Kakuma, in Kenya, avevano percorso un lungo viaggio per arrivare agli uffici dell‘Alto Commissario per i Rifugiati (UNHCR), i rifugiati LGBTI ugandesi sono rientrati al campo con un’offerta di aiuto per il futuro. Poco dopo il loro rientro però, tutto il campo è stato colpito da un piano di riduzione alimentare che sta creando loro grosse difficoltà.

Dopo aver percorso un lungo tragitto per raggiungere gli uffici del’UNHCR, gli escursionisti avevano cercato aiuto e protezione dalle ostilità omofobe inflitte dagli altri rifugiati, e speravano di avere un po’ di sollievo dalla discriminazione quotidiana a cui vengono sottoposti e alle condizioni difficili che vivono nel campo.

 I rifugiati LGBTI, hanno riferito, che in risposta alla loro iniziava gli agenti dell’UNHCR e il Segretario degli Affari esteri per i Rifugiati avrebbero sostenuto di aver già avuto svariati incontri con loro, per cercare di raggiungere degli accordi e di apportare delle modifiche al sistema, compresa una nuova strategia di protezione rivolta ai rifugiati LGBTI che si sarebbe dovuta avviare assieme al coordinamento dei rifugiati a “tempo debito”, ma che poi non sono mai stati portati a buon fine.

I cambiamenti previsti includevano anche un maggior impiego di personale che avrebbe dovuto lavorare insieme alla comunità LGBTI per ripristinare la sicurezza e fornire loro un sostegno sociale.

I rifugiati avevano anche presentato una lettera per fare richiesta di asilo altrove in posti più sicuri e poter fuggire dal Kenya, ma la loro domanda non è stata accettata dai funzionari.

Già il 2 ottobre, il Programma Alimentare Mondiale dell’UN aveva annunciato che le scorte di fondi stavano scarseggiando e sarebbero stati costretti a tagliare le distribuzioni alimentari del 30% – nonostante ci si aspettasse tempi più dilatati, il blocco è avvenuto solo 6 mesi dopo l’annuncio, la WFP ha così bloccato gran parte delle distribuzioni alimentari annunciate. I Rifugiati hanno riferito che il taglio sui viveri è stato di quasi il 50% . Il WFP, aveva annunciato :

Il programma alimentare delle Nazioni Unite (WFP) taglierà le razioni alimentari del 30% per più di 420.000 rifugiati che vivono nei campi di Dadaab e di Kakuma nel nord del Kenya a causa dei finanziamenti insufficienti“.

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“Kakuma Camp”

Il Rappresentante del WFP e direttore del paese, Annalisa Conte, ha dichiarato “Stiamo affrontando una mancanza di risorse considerevole, questa situazione è sempre più critica e ci costringe a ridurre la quantità di cibo fornita prima del periodo pattuito”.

“Il WFP ha urgente bisogno di 28,5 milioni di dollari per coprire adeguatamente le esigenze alimentari per i profughi ed assicurare loro il cibo per i prossimi sei mesi”

Non è la prima volta che questo avviene, già a dicembre 2016 il Programma Alimentare Mondiale era stato costretto ad annunciare delle restrizioni per mancanza di fondi. Annalisa Conte aveva già fatto appello alla benevolenza dei donatori perché le condizioni si presentavano critiche, a causa delle scarse risorse economiche sarebbero stati costretti a cessare i trasferimenti in denaro, e questo avrebbe avuto un effetto particolarmente devastante su 7.500 rifugiati nel nuovo insediamento di Kalobeyei, visto che gli ospiti ricevevano quasi tutta la loro assistenza alimentare in forma di denaro e quindi sarebbero stati lasciati senza assistenza alimentare. Kalobeyei, a 25 km ad ovest di Kakuma, è un insediamento “modello” destinato a offrire una soluzione più durevole per ospitare i rifugiati. Fin da subito la situazione si era presentata assai grave.

I profughi hanno riferito, che la riduzione alimentare sta già creando molte difficoltà soprattutto alla comunità di rifugiati LGBTI, dal momento che gran parte di loro non ha un posto di lavoro a causa della discriminazione e delle legge anti-LGBTI in vigore nel paese, che gli impediscono di accedere agli impieghi e li privano della loro sicurezza.

Ci hanno riferito che la distribuzione alimentare prima della sospensione era composta nel modo seguente:

– Sorgo, 3 chilogrammi

– Piselli, 1 chilogrammo

– Sapone, 1 pezzo

– Olio da cucina, 1 litro

Il WFP fornisce assistenza alimentare per i rifugiati del Kenya con le seguenti combinazioni (cereali, olio vegetale e farina arricchita con nutrienti) e versamenti in contanti inviati tramite i telefoni cellulari che poi vengono utilizzati dagli ospiti per gli acquisiti di altri prodotti freschi, come la carne, la verdura, nei negozi della zona.
A partire da questo mese, il WFP ridurrà drasticamente la quota del cibo e del mantenimento, anche per quello inviato tramite transfert in denaro, questa riduzione interesserà tutto il complesso dei campi di Dadaab e di Kakuma che dopo l’attuazione delle nuove norme riceveranno quasi il 70% di aiuti in meno per l’acquisto degli alimentari e per le loro esigenze. La situazione si prospetta davvero difficile.

Inoltre, il WFP non fornirà più la farina fortificata per la popolazione in generale e le scorte ormai scarse nei depositi saranno utilizzate per le donne incinte e le madri nel periodo dell’allattamento, si potranno ritirare solamente presso le cliniche della salute. Ciò potrebbe portare ad un aumento dei livelli di mal nutrizione che coinvolgerà tutti i rifugiati. Conte, ha detto che : “le razioni che sono state tagliate sono l’ultima soluzione che hanno per cercare di sostenere il programma, e che sperano possa essere solo una misura attuata per un breve periodo, assicura anche che continueranno gli appelli alla comunità internazionale per chiedere di fornire aiuti ai rifugiati”. Continua: ” Purtroppo una brusca frenata come questa all’assistenza alimentare protratta per lunghi periodi sarebbe devastante per i rifugiati, la maggioranza dei quali basa quasi completamente i loro pasti quotidiani sul programma del WFP“.

Il WFP ha fornito il cibo e il denaro quest’anno, anche grazie alla generosità delle donazioni provenienti dal Canada, dalla Cina, dalle operazioni per la protezione civile e gli aiuti umanitari (ECHO), della Germania, del Giappone, dell’Ungheria, della Svezia , del Regno Unito e degli Stati Uniti.

I Rifugiati LGBTI si sono avvicinati ai loro sostenitori per cercare maggior assistenza, specialmente per quanto riguarda le scorte di cibo. La coalizione africana per i diritti umani con base negli USA continua a raccogliere fondi per aiutarli. Ma questo purtroppo non basta, abbiamo bisogno di azioni concrete finalizzate a ripristinare un sistema fragile, facciamo appello a tutte le forze internazionali perchè questo possa avvenire.

 

 

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International Support – Human Rights

Bologna – Brussels

Email: isp.uganda@hotmail.com

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