I rifugiati di Kakuma guadagnano sostenitori, ma hanno ancora bisogno di più aiuto

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Kakuma Camp

International Support – Human Rights vi vuole aggiornare sulla situazione dei Rifugiati LGBTI ugandesi a Kakuma. Ci sono pervenute nelle ultime settimane nuove notizie per quanta riguarda le condizioni dei rifugiati a Kakuma, dopo la riduzione delle scorte alimentari le cose stanno migliorando, ci sono state delle donazioni a loro favore, ma chiedono ancora il vostro sostegno, non lasciamoli soli.

Gli LGBTI ugandesi al campo di Kakuma in Kenya hanno trovato qualche ragioni per festeggiare, nonostante i tagli alimentari del campo profughi e la persistente ostilità degli altri ospiti .

La campagna di finanziamento online, ha funzionato, ha raccolto 1.000 $ per delle scorte di cibo supplementare per almeno 200 rifugiati, ma l’obiettivo è quello di raggiungere i 3.000 $. Connell O’Donovan di Salt Lake City, in U.S.A ha lanciato una raccolta fondi per aiutare i rifugiati LGBTI in difficoltà, ecco quello che scrive:

Ci sono oltre 200 rifugiati LGBTI nel campo delle Nazioni Unite a Kakuma, nel nord-ovest del Kenya e vivono in condizioni deplorevoli, non ricevono adeguate quantità di cibo per la loro sopravvivenza, medicine per curarsi, beni e servizi di cui hanno un impellente bisogno, le loro esigenze sono completamente ignorate dall’amministrazione dell’ONU che si occupa del campo. La loro enclave all’interno del campo , si trova nella posizione peggiore, vicino ad un fiume, quindi quando piove gli alloggi vengono allagati dall’acqua, ci sono serpenti, zanzare ed un elevato rischio di contrarre la malaria.

Attraverso Facebook, io, Connell O’Donovan sono in contatto quotidianamente con uno dei leader queer del campo, Moses Mbazira, che è un giovane estremamente affidabile, competente e compassionevole. Un’altra organizzazione di Tokyo, in Giappone, sta già contribuendo a raccogliere fondi per i rifugiati LGBTI a Kakuma e Mosè è molto meticoloso nel pubblicare istantaneamente le quote di denaro ricevute, come viene speso, le scorte acquistate, allegando le foto dei pallet dei beni necessari per il loro sostentamento e ci aggiorna su come il cibo viene distribuito tra i rifugiati della sua comunità. Ho effettuato io stesso due prove per inviare denaro attraverso i dispositivi mobili a Moses tramite WorldRemit.com (che addebita comodamente piccole cifre in denaro in modo comodo e rapido) e penso che questo sia il sistema migliore e più semplice per inviare a loro i soldi , per fare in modo che finiscano nelle giuste mani già disponibile per gli acquisti urgenti.

Ogni centesimo che riceverò verrà inoltrato a Mosè all’interno del Campo di Kakuma per fare in modo che lui possa decidere quale sia la destinazione migliore del denaro, che si tratti dell’acquisto del cibo, dei vestiti, dei medicinali, servizi medici e quant’altro. Chiedo per favore di aiutare dando anche piccole cifre per poter assicurare una vita dignitosa ai nostri fratelli e sorelle al Campo di Kakuma.

Dopo che il gruppo ha commemorato il Transgender Day of Remembrance a metà novembre, il leader dei rifugiati LGBTI, Moses Mbazira ha scritto:

Oggi nel campo profughi di Kakuma le donne trans e gli uomini trans sono usciti per celebrare la giornata dedicata al ricordo delle vittime dei crimini d’odio, nei confronti delle persone transgender che sono state perseguitate e sono state uccise a causa della loro identità di genere. Uniamo le forze e combattiamo assieme contro l’omofobia.

Dopo i tagli sul cibo del 30-50% avvenuti nei mesi scorsi il gruppo si sta preparando alle celebrazioni natalizie, in collaborazione con il team di supporto giapponese che invia un ulteriore appello ai loro sostenitori e invita a versare qualche contributo in denaro , tramite il telefono cellulare con M-Pesa al numero 254.799.266.789 a Mbazira.

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Lista di Natale per i rifugiati LGBTI al campo di Kakuma: riso, patate, farina, banane, manzo, noci, verdure, spezie, olio da cucina, soda, acqua minerale e legna da ardere. (Foto per gentile concessione di Refugee Flag Kakuma)

Purtroppo la comunità continua a subire ripetuti assalti, e assiste all’inerzia dell’United Office of the High Commissioner for Refugees, che sovrintende il campo. Mbazira ha scritto :

LA COMUNITA’ LGBTI HA GIA’ FRONTEGGIANDO RIPETUTI ATTACCHI SOLO NELL’ALRCO DELL’ULTIMA SETTIMANA

In meno di una settimana i membri LGBTI sono stati messi a dura prova non solo dai tagli del cibo, che ha influito considerevolmente allo svolgimento delle loro attività quotidiane, ma anche all’inadeguatezza dei servizi medici!… Molte altre ostilità, come le continue aggressioni fisiche provocate da persone che cercano di invadere la loro sfera vitale. In meno di una settimana i rifugiati LGBTI sono rimasti terrorizzati dagli attacchi omofobi circostanti, che mirano a pugnalare la loro esistenza con l’utilizzo di spade affilate e coltelli…

Abbiamo scelto di vivere e affrontare il modo come Dio ci ha fatto, per quanto anche se provassimo a cambiare la nostra natura non potremmo riuscirci. Al momento giusto “Chiamiamo Dio” da ogni angolo del Campo perché possa proteggerci. Ma le parole invocate dai leader spirituali, dai predicatori nelle grandi chiese e nelle moschee di Kakuma Refugees Camp si concentrano sulla predicazione dell’odio…..

L’UNHCR ha sempre promesso di migliorare la nostra protezione, ma la una semplice promessa non risolve i problemi senza alcuna azione…. Abbiamo bisogno di sicurezza, abbiamo bisogno di farmaci che ci curino, abbiamo bisogno di posti di lavoro, abbiamo bisogno di servizi igienici adeguati per i rifugiati e dobbiamo godere di tutti i diritti. Ci siamo sempre rivolti settimanalmente allo sportello di consulenza dell’UNHCR, ma al nostro risveglio non è mai stato visibile quello che loro avevano risolto.

Anche International Support- Human Rights si unisce all’appello dei Rifugiati LGBTI di Kakuma, ha parlato più volte con molti di loro e vi garantisce l’attività sicura dei servizi. Abbiamo verificato tramite il programma Alimentare Mondiale di Roma il blocco degli alimenti e abbiamo cercato più volte di sollecitare le UNHCR del Kenya , senza alcuna risposta efficace. Ma continueremo il nostro lavoro, sperando di riuscire in futuro a raggiungere migliori risultati. Nel frattempo cerchiamo di garantire alla comunità LGBTI un sostegno economico adeguato alla lora sopravvivenza con la nostra generosità. Grazie dell’aiuto.
Chiunque volesse contattarci per aggiornamenti per collaborazioni, per sostenere con noi i ragazzi LGBTI del campo di Kakuma, noi siamo a disposizione.

L’articolo in lingua originale lo trovate su 76Crimens.

 

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International Support – Human Rights

Bologna – Brussels

Email : isp.uganda@hotmail.com

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